De Magistris di nuovo sotto processo: diffamò il procuratore aggiunto Murone

Dovrà presentarsi davanti al giudice monocratico di Lamezia Terme

Il sindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi De Magistris è stato citato a giudizio dalla Procura di Lamezia Terme con l’accusa di diffamazione a causa di alcune sue dichiarazioni durante la trasmissione televisiva “Piazza Pulita” nel marzo del 2017.
De Magistris dovrà presentarsi davanti al giudice monocratico di Lamezia Terme il 4 febbraio del 2021. Secondo l’accusa, nel corso della trasmissione di La7, durante la discussione avente ad oggetto il “caso Consip”, il giornalista Lavia richiamò come esempio di fuga di notizie l’inchiesta “Why Not” che su condotta da De Magistris nel periodo in cui era sostituto procuratore a Catanzaro
A questo punto De Magistris, prendendo la parola, affermò: «poi lei ha citato una mia vicenda,guardi io le devo dire sinceramente che nessuno mai… io non avrei mai ipotizzato di fare il sindaco. Avrei voluto fare il magistrato… Poi lei ha citato una mia inchiesta che si chiama Why Not,quella inchiesta non fu portata a termine proprio perché fummo fermati da un sistema criminale fatto di pezzi di politica, pezzi di Magistratura e pezzi di istituzioni a danno dei presunti colpevoli e dei presunti innocenti. Perché se tu fermi un’indagine è venuto fuori chiaramente che mi sono state scippate le inchieste e che le inchieste non dovevano essere scippate”.
Secondo l’accusa si tratta di «affermazioni denigratorie e false» in danno della reputazione di Salvatore Murone, all’epoca dei fatti procuratore aggiunto della Repubblica di Catanzaro, coordinatore del settore reati contro la Pubblica amministrazione, autore della relazione, datata 19 ottobre 2007, trasmessa alla Procura generale di Catanzaro (come da questa richiesto) e sulla base della quale il procuratore generale facente funzioni dispose di prendere a sé (avocare) il procedimento Why Not e sollevare dalle indagini De Magistris.
A questo provvedimento seguì una denuncia da parte di De Magistris a carico, tra gli altri, di Murone da cui scaturì un processo per abuso d’ufficio. Nell’aprile del 2016 il Tribunale di Salerno (competente per i procedimenti che riguardano i magistrati del distretto di Catanzaro) assolse dall’accusa il giudice Murone. La sentenza è passata poi in giudicato con la pronuncia della Corte di Cassazione nel settembre del 2019. Nonostante fosse a conoscenza dell’esito assolutorio del processo, De Magistris, secondo l’accusa, pronunciò ugualmente le espressioni offensive. Sull’accusa di diffamazione contestata a De Magistris pesa l’aggravante di avere attribuito un fatto determinato utilizzando il mezzo televisivo.