Calabria sempre in affanno sul Pnrr. Aggiudicato il 14% delle procedure

La Uil rilancia i dati dell’ultimo screening: vanno potenziati gli organici degli enti locali. La performance nella regione è 5 punti sotto la media nazionale. Le richieste: «Assunzioni, esperti stabilizzati e nuovi modelli di rete»

Una rincorsa: la Calabria continua a inseguire i tempi del Pnrr, rischiando di trasformare il piano in un’occasione (almeno in parte) perduta. L’ultimo “avviso ai naviganti” viene dalla Uil: «Si avvii un percorso sinergico per non perdere la sfida». Ma ancora prima era stata la stessa Regione ad ammettere intoppi, specie per i “colli di bottiglia” nei quali spesso finiscono le procedure a livello comunale. E ancora in precedenza, la situazione in chiaroscuro era stata cristallizzata dall’Ufficio parlamentare di bilancio, nella sua ultima relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ebbene, il dato è che se «al Nord la quota dell’importo delle procedure aggiudicate va dal 62,5% della Val d’Aosta al 10,9% del Veneto», nel Mezzogiorno solo Basilicata (80%) e Abruzzo (67%) registrano quote superiori alla media nazionale, con la Calabria che si ferma 14%, registrando insieme «a Sicilia (3,4%), Molise (4,7), Campania (6,6), Puglia (7,1) le percentuali più basse in assoluto». Più nel dettaglio, la Calabria è a 5,1 punti percentuali sotto la media nazionale: su 5.526 progetti ha avviato le procedure per 1.427 (25,8%) ed effettuato aggiudicazioni solo per 772 (pari appunto al 14% del totale).
I numeri preoccupano la Uil, che oggi si fa sentire con il segretario regionale della Fpl, Walter Bloise: «Dopo una partenza lanciata si registrano troppi rallentamenti. Ma se i fondi non vengono spesi, se i progetti non si chiudono, se i lavori non partono è solo perché le macchine burocratiche degli enti locali sono deficitarie in termini di uomini e mezzi».
Quella di personale negli enti locali è «una carenza atavica» che, per il sindacato, «si può risolvere solo avviando una stagione straordinaria di assunzioni», osserva Bloise secondo cui «è necessario e non più rinviabile l’avvio di un confronto costruttivo che coinvolga la Regione, le Province, l’Anci e le istituzioni locali al fine di stimolare la fase attuativa del Pnrr che, proprio nel 2024, dovrebbe ricevere una spinta determinante».