Sanità, quel “pacco regalo” per interessi e spese legali…

Le aziende sanitarie e ospedaliere calabresi hanno i soldi per chiudere i contenziosi “perdenti” ma qualcuno preferisce far lievitare del 9% annuo il debito per la gioia degli avvocati e della tesoreria (la Bnl...). Il presidente Aiop Enzo Paolini farà i nomi (come accennato) di chi si nasconde dietro questo stallo?

Torniamo e continueremo a farlo sino a quando qualcuno non ci darà risposte sull’enorme spreco di denaro pubblico derivante dal contenzioso sanitario. Il governatore Occhiuto ha chiesto e ottenuto dal governo e poi dal Parlamento il cosiddetto blocco delle esecuzioni nei confronti degli enti del servizio sanitario calabrese. Ciò con due chiarissime finalità. La prima, consentire alle Aziende sanitarie di non subire pignoramenti o blocchi di risorse nel momento in cui si affronta l’ultimo miglio della lotta al Covid e i soldi sono più che mai necessari alla bisogna. La seconda, di finalità, avere la provvista di liquidità per consentire le definizioni a sa ldo e stralcio di posizioni debitorie pregresse e produttive solo di interessi e spese legali. Bene, anzi male. Nessuno di questi due obiettivi risulta sia stato raggiunto quantomeno sotto il profilo della attivazione delle procedure conseguenti. In particolare risulta che gli importi enormi vincolati in procedure esecutive degli anni scorsi siano allo stato ancora bloccati nelle casse del tesoriere (cioè la “contentissima” Bnl…) senza che sia stata definita neanche una posizione. Nemmeno una. Eppure uno degli scopi era proprio questo: chiudere almeno il contenzioso cosiddetto “perdente”, cioè con sentenza di condanna esecutiva o definitiva così da risparmiare sugli interessi, non pagare ulteriori spese legali ed ottenere lo svincolo delle somme resid ue (a noi risultano svincolabili subito almeno 30 milioni di euro). In questo stallo gli unici che ci guadagnano sono i creditori, in favore dei quali continuano a maturare interessi per oltre il 9% annuo. E poi ovviamente gli avvocati, che incrementano le loro parcelle. E, manco a dirlo, la banca che fa da tesoriere che lucra sulla permanenza dei soldi sui suoi conti correnti. Non è difficile invece intuire chi ci perde di sicuro, in questo stallo. L’identikit somoglia molto a quello di tutti i cittadini o pazienti e in ogni caso contribuenti calabresi. Forse non sarebbe operazione mediatica del tutto sbagliata se qualcuno del Palazzo, o della regnanza, volesse chiarire qualcosa a proposito di questo paradossale stallo. I soldi per chiudere i contenziosi p erdenti ci sono ma il “sistema” preferisce far maturare interessi, spese legali e conti correnti in Bnl che “riposano” in attesa, magari, di operazioni speculative (con i soldi dei calabresi). Qualcuno è in grado di chiarire la faccenda? Qualche settimana fa “il Fatto di Calabria” ha intervistato l’avvocato e presidente Aiop Enzo Paolini, che un “sassolino” l’ha lanciato a tal proposito. «Qualcuno sta regalando soldi ai privati» ha denunciato. Dichiarandosi disposto a fare i nomi dei responsabili (o irrespo nsabili) autori di questo “pacco”. Bene. Molto bene. Forse che è arrivato il momento di farli questi nomi? Enzo Paolini, il dominus “legale” del sistema sanitario privato convenzionato, avrà il coraggio a questo punto di fare un passo avanti?

C.P.