La prudenza del Pd, i timori di Occhiuto…

Letta (come previsto) frena e prende in mano le operazioni mentre il candidato del centrodestra è preoccupato del profilo etico delle liste...

Non deve ingannare più di tanto la disarmonia e persino la diseguaglianza (apparente) tra centrodestra e centrosinistra. Candidatura già solidamente in campo per i primi e Vietnam con profili da ex Jugoslavia per i secondi. Non nuovi in questo. C’è un sentimento poco sottile che invece li accomuna e quasi quasi li fa assomigliare. La gran paura di quello che può accadere da qui in avanti. “Inciampi”, imboscate, scossoni di varia natura. Del resto non è più mistero per nessuno che il clima a “Catanzaro” non è più lo stesso da un pezzo, tutto può accadere.
Enrico Letta non è dato sapere se sia abile di pratiche cristiane ma certo un “cero alla madonna” sa bene che dovrà accenderlo dopo il ritiro dalla corsa di Maria Antonietta Ventura. Non per quello che poteva accadere ma per quello che sicuramente stava già accadendo. Tra pubblicazioni quotidiane di interdittive antimafia, appalti in controluce, tracciamenti di capitali talvolta dal profilo sospetto. Ad andare bene, almeno 3 mesi di graticola borderline tra retorica antimafia e campagna elettorale con le prefetture addosso. Senza contare che almeno in uno degli incroci più insidiosi “Catanzaro” un Ventura l’ha rintracciato nelle carte. Poca o tanta cosa, presto per dirlo. Tantissima roba invece per un Nazareno che ha un solo obiettivo per le urne di Calabria. Contenere la sconfitta e salvare il marchio, che evidentemente serve altrove. Scampato il pericolo, graziosamente confezionato da Boccia, Letta ora (come anticipato) alza il freno e congela il casting. Di tanto in tanto si fa filtrare un nome “spot”, per tenere calda la piazza, ma fino a metà settimana non si muoverà foglia. Non è chiaro se Viscomi (filtra da qualche ora anche la sua nomination) sia consapevole o meno che le sue chances sono più vicine allo zero che all’uno. Ma è diventato uomo di partito negli anni, oltreché di Chiesa. Della serie, sa giocare di sacrificio e non sempre prende per forza tutto sul serio. Ma di novità “vere”, all’orizzonte, non se ne intravedono a parte il definitivo “no” di Nicola Irto che sarà anche giovane, ma mica fesso. Una certezza sola per Letta rimasto solo in attesa di conoscere chi resterà “vivo” tra Conte e Grillo. In Calabria non conta vincere, da anni ormai il Pd non ci prova nemmeno. Conta uscire indenni dalle Dda, dai gip, dai Riesami, dalle interdittive delle prefetture. “Solo” di questo si accontenta Letta ed è per questo che il nome che verrà non sarà mai più estraneo, indifferente, persino ostile ai circuiti antimafia. Sia esso politico o no. Troppi rischi da correre per una gara già segnata, immagina il Nazareno. C’è da salvare la griffe.
Dio li fa e però poi li accoppia, magari apparentemente al contrario. Perché Roberto Occhiuto, dall’altra parte del fiume a poter contare già assessori e quote, ha più o meno lo stesso problema di Letta. Addirittura in versione più insidiosa, proprio perché la percezione è che sia il suo il carro inevitabilmente vincente. Sente puzza di bruciato Roberto Occhiuto. E getta veleno per topi prima delle liste. Prima avvertendo il circondario che ci sarà una valutazione preliminare della commissione Antimafia, a proposito delle liste. E poi facendo filtrare che alcuni big di comprovata esperienza politica, ma anche non priva di “imbarazzi”, preferirebbe lasciarli fuori dalla partita. Per il bene di tutti. Vale in primis per Forza Italia ma vale anche per Lega e Fdi che di “inciampi” ne hanno conosciuti non pochi dopo gli scrutini di Calabria. Dalla Dda di Reggio a quella “cruciale” di Catanzaro.
Già, “Catanzaro”. Imprevedibile e imprescindibile.
Ospite de “La 7” Nicola Gratteri ebbe a dire mesi fa che lui per solito fa di tutto per non intralciare le dinamiche elettorali con il suo lavoro inquirente. Almeno a 3 mesi dal voto, riassumiamo, “stende un velo pietoso” e va in moratoria, sospende e rinvia. Ma non cancella. E poi ancora manca qualche altro giorno prima di entrare negli “ultimi 90″…

I.T.