Regione, 25mila euro al giorno di consulenze ma il Por è meglio copiarlo da altri…

Sono 16 le multinazionali ingaggiate per assistenza tecnica, revisione e supervisione sui fondi comunitari. Ma il Programma operativo non ne esce lo stesso e si preferisce il “copia e incolla” da altre Regioni. Ecco i nomi delle società griffate coinvolte. Cosa si nasconde di sotto?

25mila euro al giorno per consulenze, assistenza tecnica e informatica sui fondi comunitari ma il Por, il programma operativo regionale, non ne viene fuori lo stesso. E gli uffici della Regione preferiscono il “copia e incolla” rispetto a quanto prodotto da altre Regioni. Come dire che in una chiesa a messa con vescovi dentro non si trova un vangelo. Ma perché la Regione paga tutti questi soldi per consulenze sui fondi Ue e poi la “bibbia” della programmazione dei fondi stessi, il Por, lo si copia da altri e non si è in grado di tirarlo fuori?
Sono ben 16 le multinazionali che sottoforma di consulenze fatturano alla Regione. Da Formez a Cogea, dall’immancabile Kpmg a Ernst & Young, da Deloitte a Consedin, da Cles s.r.l. a Izi s.p.a., da Almaviva a Engineering, da Fastweb a Vodafone, da Pa33 a Ifm s.r.l., da GPI s.p.a. a Synapsis. Si va dalla generica consulenza a quella tipica per fondi comunitari, all’assistenza tecnica, alla revisione contabile, al supporto per sistemi informatici, alla manutenzione.
Roba pesante in ausilio praticamente a tutti i dipartimenti, certamente quelli più pieni di euro e di programmazione.
Bene, anzi male. Perché poi per rintracciare la “genesi” del Por Calabria è necessario usare la “carta carbone” con quello della Regione Lombardia. Addirittura sovrapponibili i due programmi, una sorta di redirectory cliccando sull’uno o sull’altro. Ma come è possibile che così tanta e griffata (e ben pagata) consulenza non è sufficiente per la “gestazione” in Cittadella del Por? Ben 25mila euro al giorno.
L’incrocio, a ben vedere e confidando sulla infallibilità delle multinazionali, si restringe al verde o al “rosso”. O si tratta di fatture per consulenze “vuote”, per lavori non eseguiti. Oppure, che è peggio, dentro quelle consulenze così griffate le multinazionali ci mettono solo l’intestazione perché il personale invece, quello che dovrebbe poi aiutare i dipartimenti della Regione, è frutto di “altre” logiche. E altre indicazioni. Magari clientele, familismo, parenti di regnanti della politica, solito circo equestre di raccomandati di Palazzo. Sarà forse per questo che nonostante 25mila euro al giorno le super consulenze non cavano un “ragno” dal buco?

I.T.