Il venerdì di Conte, dentro o fuori le primarie di Calabria

Entro il fine settimana il leader Cinquestelle intenzionato a decidere se il Movimento parteciperà o meno alla “semifinale” del centrosinistra per la selezione del candidato presidente. Un vero e proprio incrocio per i pentastellati, divisi almeno tra 4 linee differenti

Venerdì, non oltre. Questo almeno a dar retta alle (buone) intenzioni. Giuseppe Conte un semaforo lo ha fissato per il Movimento Cinquestelle alle prese con le rogne di Calabria (per non dire di quelle di Napoli). Dentro o fuori il perimetro del centrosinistra versione primarie, la “semifinale” tutta interna su ispirazione e regole del Pd. Parteciperanno o non parteciperanno i Cinquestelle? Conte non ha deciso, e non solo lui ovviamente. Ma ha fissato un termine per la “sentenza”, questo almeno ha detto ai suoi. Entro venerdì, non oltre.
L’incrocio a ben vedere non è banale per niente. E non soltanto per dimensioni strategiche definitive, la partecipazione alle primarie di coalizione certifica in ogni caso l’appartenenza stessa alla coalizione mentre Conte questo, fin qui, non lo ha mai notificato fino in fondo. Non è banale l’incrocio però anche perché dalla presenza o meno dei penstellati dentro il turno di primarie dipende poi molto anche la possibilità, o meno, che si possa correre in alleanza vera, tra Pd e Cinquestelle. E con quale candidato, soprattutto. Perché proprio attorno alle primarie di coalizione “ballano” almeno 4 linee differenti in casa Conte.
La prima, aderire alle primarie che poi sono sostanzialmente di ispirazione e retaggio Pd. Nesci (autocandidata alla presidenza) è su questa linea e non solo lei ovviamente. Posizione prevalentemente tattica la sua, bruciare le tappe e strizzare l’occhio allo schema del Pd il tutto finalizzato a mettere il bastone tra le ruote di Misiti, altro candidato pentastellato in pectore, il vero problema tutto interno di Nesci.
La seconda delle linee Cinquestelle, aderire strutturalmente alla candidatura Pd anche prendendo atto che un conto sono i webinar altro è poi fare la lista e non è detto che sia facile di questi tempi. Quindi niente primarie e alleanza stretta stretta e da subito con il Pd e con quello che il Pd sceglierà.
La terza delle linee interne al Movimento e tra le più “insidiose”, sbarcare invece direttamente dalle parti di de Magistris. Da subito e senza tentennamenti organizzando una campagna elettorale all’assalto del resto del circondario e, naturalmente, dello stesso Pd.
La quarta linea si chiama Massimo Misiti, il medico deputato. Che allo stato rappresenta l’unica via verso una candidatura diretta Cinquestelle alla presidenza ma senza passare da primarie e senza, per questo, rompere con il Pd.
Mica male per la corsa verso l’unità (a tratti impossibile) del centrosinistra. Come minimo spaccato in tre e con una delle sue principali forze (i Cinquestelle) con all’interno 4 linee differenti. Conte (se sarà di parola) entro venerdì con il suo “semaforo” qualche nodo lo scioglierà anche se poi ne restano altri e non è detto che alla fine si possano sciogliere a prescindere e senza danni.
Su tutto, e su tutti, lo spettro della sconfitta preventiva del centrosinistra in Calabria che poi è il verso al contrario del celebre aforisma degli anni Settanta. Marciare divisi per colpire uniti, si cantava nelle piazze calde e nei comizi tra bandiere rosse e garofani. Oggi si rischia il marciare divisi per non colpire del tutto, che poi è un classico infallibile e consolidato negli ultimi tempi.
Qualcosa di simile lo ha intuito, e messo su carta, il consigliere regionale Di Natale nelle ultime ore. «Sono stanco di assistere, passivamente, a scorribande di chi si propone non per cambiare realmente le cose ma per sostituire gli attori che oggi sono sulla scena del film Calabria con altri attori. Siamo ai titoli di coda di questo film. La vecchia classe politica ha dato il suo contributo, ha fatto bene o male non è questo il punto. Ora deve cedere il passo e farsi da parte. Auspico unità e sono pronto a dare il mio contributo affinché questa si raggiunga». Già, rinnovamento e unità. E se fosse rinnovamento o unità?

I.T.