Scuole, il Tar sospende l’ordinanza di chiusura ma è pronta l’opposizione immediata

Per le scuole dell'obbligo, secondo quanto si apprende dalla Cittadella, si farà di tutto per impedire il ritorno in classe lunedì in considerazione del livello 2 di rischio pandemico che in serata sarà il ministro Speranza a siglare

Una partita a scacchi, o in punta di diritto. Ma sulla pelle e la salute dei ragazzi e dei bambini. Il primo tempo va alle famiglie che si sono opposte all’ordinanza di Spirlì che ha chiuso (con didattica a distanza) le scuole dell’obbligo fino al 18 (elementari e medie) e fino a fine mese (le superiori). Il Tar infatti ha sospeso con urgenza gli stessi effetti dell’ordinanza, di fatto prefigurando la riapertura dei cancelli per tutti lunedì. Sulla carta, però. Perché fonti più che autorevoli della Cittadella informano che nelle prossime ore verrà presentata opposizione alla stessa sospensiva del Tar e con la stessa urgenza depositata dai ricorrenti. Più d’uno infatti non fa mistero di “pretendere”, a questo punto, la stessa celerità dal Tar che in 24 ore si è pronunciato sul ricorso di alcuni genitori. Logica vorrebbe quindi che entro domani il Tribunale amministrativo dovrebbe pronunciarsi di nuovo, al più tardi lunedì. Ma è volontà della Regione non far frequentare nessuno lunedì in classe in considerazione di un alto indice di contagio che proprio in giornata verrà notificato dal governo. La parte debole infatti del ricorso dei genitori dovrebbe risiedere dalla zona gialla nella quale si trovava la Calabria al momento del ricorso stesso, vigente il vecchio Dpcm. Ma il ministro Speranza ha appena informato Spirlì che in serata notificherà la zona arancione per la Calabria da domenica, tendente al rosso visto che l’indice Rt medio è di 1,14 e in crescita, a 1,25 scatta la zona rossa. Il Tar a questo punto non dovrebbe fare altro che riaggiornare la stessa catalogazione di rischio e riammettere l’ordinanza di chiusura scuole con didattica a distanza. L’ordinanza, giova ricordarlo, vale solo per le scuole dell’obbligo in considerazione del fatto che le materne e i nidi tutto possono essere tranne che scuole dell’obbligo. Perché sulla carta dovrebbe toccare ai genitori preservarne la salute. Sulla carta però…

I.T.