Veto Cinquestelle su Nicola Irto (e trappola per altri…)

Nel sabato pomeriggio del centrosinistra "online" terza tappa del "tavolo" con Tansi ricorteggiato dai grillini e persino (un po') dal commissario del Pd Graziano (per provare a salvare il suo mandato). Al centro delle condizioni pentastellate anche il blocco alla seconda consiliatura di tutti i candidati di coalizione

La novità del sabato pomeriggio del centrosinistra “online”, con appuntamento da remoto, è il grande veto prima del “tavolo”. Forse il più importante, probabilmente quello che secondo i piani di buona parte dei Cinquestelle dovrebbe risultare propedeutico alla candidatura di Carlo Tansi in nome e per conto di tutto il centrosinistra. Il veto nei confronti di Nicola Irto, ex presidente del consiglio regionale e consigliere regionale uscente del Pd. Un nome, come si suol dire, “quotato” e in pista non da oggi per la candidatura alla presidenza della Regione. Almeno fino a pochi giorni fa perché ad un certo punto su certa stampa iniziano a riecheggiare (probabilmente ad orologeria) alcune intercettazioni che ritraggono faccendieri del clan Libri di Reggio esaltare la perfomance elettorale proprio di Irto (ma non solo) come se in qualche modo avessero contribuito. Per quanto se ne sappia non c’è mai stato un seguito giudiziario “all’origliare” delle intercettazioni ma sta di fatto che il Movimento, anche grazie alla riesumazione della vicenda su certa stampa, pone il veto sull’ex presidente del consiglio regionale. Vicende sempre contorte e al limite, quelle giudiziarie e persino quelle “paucigiudiziarie”, ma che il Movimento fondato da Beppe Grillo non ha mai fatto mistero di considerare fondanti nell’ottica delle competizioni elettorali, ovviamente a senso unico. Anche perché, un’altra “mano” al Movimento in questo senso, arriva proprio la scorsa settimana dall’inchiesta di Reggio sul tarocco elettorale di Castorina (dirigente nazionale del Pd) che avrebbe favorito con il suo incedere (malgrado il sindaco e quasi certamente a sua insaputa) proprio la vittoria di Falcomatà contro Minicuci a settembre. E Falcomatà era e rimane un altro profilo da nomination per la Cittadella. Una specie di autostrada quindi per la sete di giustizialismo (di facciata) del Movimento Cinquestelle che d’un tratto si trova a poter fare quello che vuole al tavolo del centrosinistra. Manca l’unità nel Movimento (Morra e Ferrara sono di altra “parrocchia” e per altre ragioni) ma per ora chi si espone non fa mistero di voler imporre proprio Tansi, che nel frattempo ha raccolto firme e depositato i nomi delle liste, come candidato di tutta la coalizione. E il veto a Irto si colloca proprio in questa direzione così come in questa direzione va anche il veto posto a tutti i consiglieri regionali uscenti nell’intero campo di schieramento, volere questo anche di Tansi così come chiaramente detto nel corso di alcune apparizioni in tv. Due esigenze e due strategie che si uniscono man mano, quelle di Tansi e del Movimento Cinquestelle, e che trovano nelle ultime ore persino una mezza porta aperta proprio da parte del commissario Pd Graziano. Che ha altri obiettivi (personali) e altre strategie, ovviamente convergenti alla conservazione della (sua) specie nell’ottica di un buon risultato da portare a Roma così da incassare una candidatura da qualche parte. E il Nazareno un mandato gli ha affidato, stai incollato in Calabria ai Cinquestelle e non perdere il vincolo di coalizione. Il perché è presto dedotto, quasi scolasticamente. Al Nazareno interessa incassare la candidatura di Roma, Torino, Napoli prima dell’estate. E se proprio Cinquestelle vuol “sacrificarsi” in Calabria faccia pure e faccia un nome (da qui il corteggiamento progressivo a Carlo Tansi). Dopo di che però Zingaretti, Orlando, Boccia e gli altri non hanno più comunicato nulla a Stefano Graziano dimenticando forse di notificargli la cosa più importante, intervenuta “pandemicamente” in corso d’opera. E cioè che non si voterà il 14 di febbraio, ragioni di salute pubblica lo impongono. Ed entro l’anno arriverà la decisione. Ma per il momento il “tavolo” può andare avanti lo stesso. E anche i veti…

I.T.