Illegittimi i commissari di Asp e ospedali

Giornata dura per il commissario Longo al tavolo interministeriale Adduce. Alle solite criticità si aggiunge una tegola: ai vertici delle aziende dovevano essere nominati i dirigenti anziani in attesa dell’individuazione di nuove figure. E il Mef minaccia di non finanziare gli emolumenti

Una giornataccia per il nuovo commissario Longo alle prese con le prime vere rogne di Calabria. E chissà se sarà l’ultima. Al tavolo interministeriale Adduce il prefetto ha conosciuto una nuova “tegola” in aggiunta alle criticità che ovviamente s’è portato in valigia. Le recenti proroghe da lui stesso firmate per i commissari di Asp e ospedali sono a rischio concreto di illegittimità. L’ufficio giuridico del ministero della Salute ha sonoramente bocciato l’iniziativa perché, a parere dei tecnici, Longo avrebbe dovuto nominare a capo delle aziende i dirigenti anziani in organico, così come prevede il testo di legge in materia. Con la cessazione giuridica del vecchio decreto Calabria i vertici commissariali delle aziende sono prima rimasti “sospesi” in attesa della nomina del nuovo commissario ad acta salvo poi essere rinominati nuovamente in proroga fino all’individuazione dei nuovi vertici per tramite di pubbliche selezioni. Ma proprio su questo punto interviene l’ufficio giuridico del ministero di Speranza che ritiene illegittimo e nullo il provvedimento stesso di proroga dei commissari firmato da Longo. Che avrebbe dovuto, al contrario, non nominarli più e indicare al vertice delle aziende i dirigenti anziani. E non è tutto perché se nel frattempo i commissari delle aziende hanno firmato degli atti questi, atti, potrebbero essere pure loro illegittimi, nulli.
In conseguenza di questo netto parere negativo da parte dell’ufficio giuridico del ministero è il Mef di Gualtieri ad alzare il freno a mano. Lasciando intendere che chiuderà i rubinetti finanziari ai capitoli relativi agli stipendi dei commissari. A meno che non si voglia agire nel (difficile) campo della gratuità…
I.T.