Resta in carcere ma non è (più) il super sodale del boss Luigi Mancuso

La Cassazione non cambia la custodia cautelare per Giancarlo Pittelli ma riduce in numero e gravità i capi di imputazione. Concorso esterno ma non ruolo di rilievo nel rapporto con il numero uno della cosca di Limbadi. In vista del maxi processo Rinascita Scott il ministero apre la selezione per rinforzare l'organico

In grado di concorrere alle sorti progressive del clan in modalità “consulente”, spesso e volentieri portando giovamento, ma sempre e solo da esterno. E, soprattutto, senza poter essere identificato in alcun modo come incidente ed influente super consulente del boss Luigi Mancuso, indiscusso capo dell’omonimo clan.
La Cassazione riduce in numero e gravità i capi di imputazione ma non al punto da sentenziare la scarcerazione per Giancarlo Pittelli, l’indagato se ce n’è uno nell’ambito del griffato fascicolo che si fa chiamare Rinascita Scott. L’indagato, l’arrestato e probabilmente l’imputato per eccellenza se è vero come è vero che al netto dello stesso boss, Luigi Mancuso, è proprio il profilo di Giancarlo Pittelli a interpretare un ruolo di primissimo piano all’interno del complesso quadro accusatorio. Non a caso la Dda guidata da Nicola Gratteri ha chiesto e ottenuto per Pittelli gli arresti poi confermati dal gip, dal Tdl e ora anche dalla Cassazione con una novità però stavolta, la decapitazione (senza rinvio) di alcuni cruciali capi di imputazione. Tecnicamente delicato il passaggio in cui la Cassazione annulla senza rinvio tutti i reati non riconducibili direttamente al concorso esterno in associazione mafiosa e cioè l’abuso di ufficio aggravato dal metodo mafioso e le rivelazioni del segreto di ufficio. Resta in piedi, appunto, il concorso esterno ma non per aver agevolato il boss Luigi Mancuso piuttosto per aver favorito l’organizzazione mafiosa (il clan) nel suo insieme. Alla luce quindi di questa rivalutazione del quadro accusatorio è assai probabile che il collegio difensivo di Pittelli investirà nuovamente il gip del Tribunale di Catanzaro per togliere dalla sbarre l’ex parlamentare di Forza Italia.
Nello specifico annullati senza rinvio capi di imputazione relativi alla violazione del segreto d’ufficio che Pittelli avrebbe commesso in concorso con l’ex tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli e con l’imprenditore Rocco Delfino.
Intanto il ministero della Giustizia, in vista della prossima celebrazione a Catanzaro dell’udienza preliminare del processo, bandisce un avviso nazionale rivolto al personale di ruolo per acquisire la disponibilità al distacco temporaneo, così da poter offrire un contingente supporto agli uffici giudiziari catanzaresi. Servono dodici unità, otto per il tribunale e 4 per la procura. Requisito essenziale almeno tre anni di servizio nel profilo professionale di appartenenza. «I distacchi – sottolinea il ministero – provocheranno un sostanziale abbattimento delle carenze dell’organico e gli uffici potranno così disporre di una taske force per la gestione giuridica e logistica di incombenti processuali complessi e articolati».

I.T.