Quella partita di calcetto dove se c’è De Raho «succede un casino con Gratteri…»

Svago e beneficienza a San Luca, il procuratore aggiunto di Reggio Gerardo Dominijanni nella sconfinata chat con Palamara, «Luca, gli avevo detto che non sarebbe venuto...»

Calcetto e beneficienza. Un po’ di svago e un po’ di cuore aperto per raccolta fondi. Viaggia anche così la socialità della magistratura e perché mai dovrebbe fare eccezione rispetto al resto della borghesia che conta. E va da sé che nella sconfinata chat di Luca Palamara, gigantesto “buco della serratura” dal quale sbirciare pruriti e umori e soprattutto intrighi tra toghe e contro le stesse toghe, c’è traccia anche dell’aspetto ludico. O parzialmente ludico. Una partita di calcetto da organizzare a San Luca, hai visto mai. Svago e beneficienza ma occhio, ovviamente, a non scompaginare né innervosire gli equilibri interni sennò non si gioca più del tutto. E Palamara che ci sta a fare, del resto. È Gerardo Dominijanni, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, al telefono proprio con Palamara. I due si sentono ritualmente, abbiamo già dato conto in altri servizi delle chat nelle quali proprio il procuratore aggiunto si informa sulla possibile e attesa progressione di carriera del fratello Giancarlo, pm a Pisa. Ad un certo punto però il calcetto è il calcetto anche se, a quanto pare, non gioca proprio nessuno fino in fondo. Terreno di gioco l’atrio iper simbolico di San Luca ma Dominijanni raccomanda a Palamara di stare attento ad alcune presenze che potrebbero generare delle spiacevoli irritazioni. In particolare il procuratore aggiunto di Reggio “teme” in qualche modo che sia coinvolto anche De Raho alla kermesse, fatto che potrebbe per certi aspetti innervosire il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri. «Luca liberami di De Raho perché succede un casino con Gratteri al quale avevo detto che non sarebbe venuto» scrive proprio Dominijanni a Palamara con riferimento al match di San Luca. Non è chiaro se Dominjianni è preoccupato perché i due non si trovano bene in un campo di calcetto, magari perché i ruoli da occupare rischiano di sovrapporsi o magari perché Gratteri non ci vuole andare a San Luca ma se c’è De Raho non può farne a meno. Sta di fatto che la “raccomandazione” è perentoria a Palamara, «liberami di De Raho…».

Il “buco della serratura” del cellulare di Palamara, del resto, offre questo come tanti altri spunti che spesso e volentieri altro non sono che spunti “pruriginosi”, al netto di quello che è oggetto di indagine a Perugia.

È il giorno del resto dei commenti di Palamara e Bombardieri a proposito di una intervista rilasciata da Gratteri, “screen” finiti sulla stampa nazionale. Non proprio apprezzamenti con sullo sfondo una (poco) sottile ironia sulla iperpresenza del procuratore di Catanzaro sui media. Fino alla insidiosa uscita di Palamara con Forciniti, «questo è matto e va fermato» a proposito della stessa intervista di Gratteri nella quale afferma che non tutti quelli che lo hanno preceduto nell’ufficio avrebbero lavorato al meglio nel contrasto alla ‘ndrangheta. Bombardieri sembra voler tagliare corto quando viene in qualche modo “stuzzicato” nel commento alle uscite del procuratore di Catanzaro, «solite cazzate». Mentre ad un certo punto pare diventare più serio quando in chat con Palamara prova a circoscrivere la faccenda, «ma veramente pensi che io dipendo da Nicola?».

I.T.