Palamara ora diventa “gola profonda”: almeno 20 i magistrati nel mirino del Csm

Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera la Prima commissione ha iniziato delicate istruttorie a carico di chi ha intrattenuto più rapporti funzionali in chat con lui ricavandone dei benefici (probabilmente, ma non solo, di carriera). Ci sono toghe di Calabria in questo elenco?

Da cerimoniere, “trasportatore” di interessi, custode di segreti e messaggi, persino mediatore, a profonda “gola”, o “gola profonda”. Luca Palamara, di lui stiamo parlando, ha deciso di passare all’attacco e non tanto e non solo per l’espulsione dall’Anm. In parte, ma mica tanto in parte, la “foto” la offre Giulia Buongiorno, governo centrodestra come retaggio e avvocato di “grido”. Della serie, Palamara è salito sul pulpito a prendere schiaffi per tutti ma mica è credibile che il “sistema” lo ha inventato e sorretto solo lui. E allora eccolo il “sistema”, prova la reazione in contropiede Luca Palamara. Tipo, avete voluto la “bicicletta” della scalata correntizia e della carriera e ora “pedalate” nel fango pure voi. Almeno questo è il tentativo e l’istinto reattivo. Vuota il sacco, Palamara. E secondo quanto riferisce il Corriere della Sera fa i nomi di una ventina di magistrati, almeno, che avrebbero indubbiamente tratto dei benefici dalle sue relazioni, dalle chat, dalle mediazioni. Una ventina di magistrati che sarebbero finiti d’ufficio al vaglio della Prima commissione del Csm, pronta a trarre conclusioni di “incompatibilità ambientale” ove mai venisse più o meno acclarato che sussiste il valido sospetto che la protezione e mediazione correntizia (per tramite di Palamara) ha portato poi a dei veri e propri benefici, spesso e volentieri di carriera. E che di veri e propri benefici si possa parlare è lo stesso Palamara che lo conferma nelle “controdeduzioni” naturali a cui si espone dal momento che, secondo quanto riferisce Repubblica invece, s’è messo a chiedere scusa a tutti quei togati che privi di adeguata e vincente protezione e mediazione di corrente non hanno scalato carriera pur avendone titoli e merito. Perché il “sistema”, ci tiene sempre a precisare Palamara, quello era e questo rimane e come nel gioco perfido dello “schiaffo del soldato” (il giovanotto che le prende per tutti) arriva poi il turno della ribellione. Ora parlo io, il riassunto di un Palamara in contropiede. E non lo ha fatto sui media o in chat ma in formulazione Csm, con nomi finiti direttamente in Prima commissione. Ma è credibile lo schema post mortem? Palamara interprete e custode del “sistema” può diventarne ora anche “giudice”?

«Tutti gli organi che hanno delle loro specifiche competenze stanno esaminando atto per atto, chat per chat, intercettazione per intercettazione, tutto quello che è accaduto» ha reso noto David Ermini, vicepresidente del Csm, ai microfoni de “Il mattino di Radio 1”.

Ermini ha poi continuato: «Abbiamo, a parte la vicenda penale che è in capo alla procura di Perugia, il procuratore generale presso la Corte di Cassazione che ha istituito un gruppo di lavoro per esaminare tutti gli atti e verificare se ci siano illeciti disciplinari su tanti magistrati che compaiono sulle intercettazioni, negli atti e nelle chat. In più, dentro il Csm, la Prima commissione del Consiglio sta esaminando se ci siano questioni che possano creare situazioni di incompatibilità ambientale o professionale per i vari consiglieri che compaiono nelle chat e nelle intercettazioni per eventualmente disporre anche dei trasferimenti».

Alle latitudini conterranee l’ardua sentenza, ovviamente tradotta in scala. Ci sono magistrati di Calabria che rischiano provvedimenti per aver intrattenuto funzionali e “produttive” interlocuzioni e chat con Luca Palamara?

I.T.