L’ira di Spirlì: «EasyJet paghi i danni, un grazie a Salvini che mi ha voluto in giunta»

Il vicepresidente intervistato da “il Giornale”: Jole Santelli ha già chiesto un risarcimento

C’è un (piccolo) passaggio politico e ve ne è uno pure contingente, di cronaca, nella breve intervista che Nino Spirlì ha concesso in giornata a “il Giornale”. Il caso del giorno è lo sberleffo “industriale” di EasyJet, la locandina illustrativa sul sito (poi cancellata con tanto di scuse impalpabili) con invito a visitare la Calabria terra “sfortunata” e fuori dalle grazie dei social per via della mafia e dei terremoti. Non sono stati molti quelli che si sono chiesti cosa ci avrebbe ricavato la compagnia aerea boicottando un suo stesso servizio, più razionale forse poteva essere indagare sul tasso sintattico e logico dei suoi uomini marketing. Ma tant’è, il caso del giorno è questo e non a caso il blocco volontario dell’intervista è su questo che poggia. Da qui la “notizia”, al netto delle reazioni e delle scuse. Jole Santelli ha chiesto il risarcimento del danno subito. «Jole Santelli ha provveduto a contattare EasyJet con una lettera, nella quale ha chiesto le scuse pubbliche e anche un risarcimento simbolico del danno, che mi sembra proprio il minimo…» ha confessato Spirlì. Aggiungendo che «Il fatto che una compagnia aerea oggi si prenda il lusso di offendere un’intera popolazione è una cosa veramente assurda. EasyJet ha fatto un danno alla Calabria e a se stessa». Da qui alla “virilità” dell’autoesaltazione del calabrese doc il passo è breve perché il conterraneo è colui «che deve combattere il doppio rispetto ad altri, ma noi andiamo avanti e dimostriamo chi siamo e quanto valiamo». Ci sta anche questo quando non può che essere la retorica a contrastare una “cazzata industriale” della compagnia aerea inglese ma la giornata ormai è incanalata e Spirlì non fa nulla per cambiare il radar. C’è persino spazio, nella breve intervista, alla Calabria che «ha dimostrato negli anni di essere una regione che ha sempre combattuto contro la mafia. Quindi, la Calabria non è né madre né sorella della mafia, ma terra di grandi lavoratori». E se lo dice lui, Spirlì, che la Calabria ha sempre combattuto la ‘ndrangheta non è giudizio da prendere sotto gamba se è vero come è vero che proprio “il Giornale” nell’incipit lo colloca come radici a Taurianova. Altro non aggiunge, il quotidiano nazionale né potrebbe ma va da sé che siamo nel cuore della Piana di Gioia Tauro e non è difficile imbattersi in genesi e retaggi “d’onore” da quelle parti. Anche lo stesso Spirlì in passato, per amore dei cani e degli animali, ha rischiato di farsi “schizzare” qualche sgommata di fango e questo solo per dire che il confine è sempre diabolicamente sottile in quella Piana. Rispetto per la Calabria e per i calabresi, chiede in estrema e veemente sintesi Spirlì. «I calabresi si recano nel mondo per dare il meglio di sé: ricercatori, medici, imprenditori, artisti e chi più ne ha più ne metta. Per cui rappresentare la Calabria come terra di mafia e di malaffare è una cosa che trovo veramente fuori luogo. Rispetto per la Calabria e per i calabresi».
Solo in coda “il Giornale” lascia spazio ad un piccolo passaggio politico che però, se riletto a ritroso, piccolissimo forse non è. Perché ha a che fare con lo stupore iniziale (e magari non solo iniziale) che ha accolto la nomina di Spirlì a vicepresidente della giunta. È lui stesso che ne rintraccia il timbro supremo. «Ringrazio Matteo Salvini che mi ha voluto come assessore. E ovviamente ringrazio Jole Santelli, che mi ha assegnato deleghe molto importanti. Per me è un onore e un onere e oggi mi trovo a rispondere con entusiasmo a una responsabilità così alta. Ho già costituto dei tavoli di lavoro e insieme ai miei colleghi per fare il bene di questa terra, la mia terra». E che sia davvero la terra di Spirlì, la Calabria, sono in pochissimi a dubitarne…

I.T.