La “guerra” Lupacchini-Gratteri non finisce più…

Il legale dell'ex pg di Catanzaro (trasferito a Torino) diffonde per tramite de “il Giornale” una conversazione in chat (e un appuntamento) tra Palamara e il capo della procura del capoluogo e questo prima di una delicata audizione al Csm

Strategia della delegittimazione. Nicola Gratteri qualche giorno fa in commissione Antimafia ha mostrato di avere le idee chiare in materia. Qualcuno, che presumibilmente non gli vuole bene, troverebbe conveniente agitare campagne mediatiche più o meno grossolane per “macchiarne” il nome e per ragioni fin troppo evidenti. E chissà se rientra nel “pacchetto” l’ultima delle “puntate”, pubblicate su “il Giornale”, che però almeno ha il “merito” di non mascherare né genesi né “esecutori” se è vero come è vero che la “guerra” con Otello Lupacchini è infinita nelle proporzioni e interminabile nelle diramazioni. Una conversazione in chat e un appuntamento tra Gratteri e Palamara alla vigilia dell’audizione del procuratore capo di Catanzaro al Csm proprio a proposito del reiterato “duello” con l’ex pg Lupacchini, ora trasferito a Torino. Ci si muove nel perimetro dell’intervista senza barriere di protezione di Lupacchini alle reti Mediaset con l’ex pg che parla di “evanescenza” delle inchieste di Gratteri e del fatto che lui ne venga a conoscenza post mortem, cioè quando escono sulla stampa. La controversia transitata in Csm finisce con Lupacchini sloggiato in direzione Torino ma l’avvocato dell’ex pg di Catanzaro, Ivano Lai, per tramite de “il Giornale” diffonde una chat tra Gratteri e Palamara in cui si scrivono e si danno appuntamento proprio alla vigilia dell’audizione di Gratteri al Csm (sempre secondo quanto pubblicato da “il Giornale”). «Solo adesso siamo venuti in possesso di una limitata sequenza di messaggi estrapolati dalla chat di Palamara – dice Ivano Iai al Giornale, che ha già investito del caso la Procura di Perugia – emerge che alle ore 20.58 del 25 luglio 2018, ossia dopo l’audizione riservata di Lupacchini, il dottor Gratteri effettuò una chiamata whatsapp dal proprio al cellulare di Palamara, che non rispose». Secondo la ricostruzione de “il Giornale” «i due allora si scambiano messaggi e fissano un appuntamento per il giorno dopo per un caffè. (“Alle 8.10 al cigno viale Parioli”). Dopo l’audizione di Lupacchini e prima di quella di Gratteri, il pm di Catanzaro e Palamara si videro “da buoni conoscenti” in privato. Di cosa hanno parlato? “Inevitabile ipotizzare, salvo smentite degli interessati, che il tema fossero le audizioni”, azzarda Iai».

Tempi, possibili degenerazioni strumentali, nemici ben definiti, media, appuntamenti. Nicola Gratteri in Antimafia non ha mostrato tentennamenti a tal proposito, lui il quadro lo ha ben chiaro in mente. E chissà se dietro questa “ultima” sortita de “il Giornale” (ispirata dal legale di Lupacchini) c’è da rintracciare una serialità. Dietro l’angolo c’è la conclusione di una delle indagini più colossal in materia di connivenze tra ‘ndrangheta di livello pregiato, massoneria deviatissima, politica raffinata. “Rinascita Scott”, questo il fascicolo, promette un processo illustre che è persino inedito nella sua formulazione ontologica. Non è chiaro se è questa la prima volta ma è certamente una delle rare volte in cui va alla sbarra il ghota della massomafia calabrese (che governa pezzi di Paese) e ci va più per “meriti” dimostrati sul campo che per palate di milioni sequestrati o rintracciati. Forse anche così la magistratura inquirente mostra di saper stare al passo con le evoluzioni raffinate del crimine…

I.T.