Cotticelli “bocciato” dal ministero, i sindacati: «Ora una svolta»

Cgil, Cisl e Uil a proposito della pesante “pagella” romana nei confronti dell'ufficio del commissario alla sanità di Calabria: avevamo offerto collaborazione e progetti ma non siamo stati mai ascoltati. «Oggi c'è poco da gioire, abbiamo perso tutti 2 anni. L'augurio è che arrivino uomini e donne di grandi capacità»

«Ormai la Cgil Fp, Cisl Fps e la Uil Fpl Calabria non sono più sole ad esprimere valutazioni negative sull’operato del commissario Cotticelli e del suo vice dott.ssa Crocco». Il vertice regionale congiunto della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil (Baldari, Giordano, Bartoletti) tutto appare fuorché sorpreso al cospetto della notizia riportata da “il Fatto di Calabria” a proposito di un severo giudizio del ministero attorno all’operato di Cotticelli e Crocco (rispettivamente un 3 e un 4 in “pagella”).

«Sempre più insistenti arrivano notizie che riguardano la gestione commissariale in Calabria. È recente la notizia – in riferimento a quando da noi pubblicato – che il ministero della Salute ha espresso un giudizio molto severo dei confronti della struttura commissariale». Eppure, secondo Cgil, Cisl e Uil le occasioni non sono di certo mancate per indirizzare le cose in modo e in contenuti differenti. «Noi – proseguono i 3 sindacati nella nota – al commissario Cotticelli avevamo offerto una piattaforma molto importante e ben articolata, che poteva, senza presunzione, rappresentare l’agenda per il lavoro e la programmazione per i rilancio della sanità in Calabria». Rivendicazioni e rimpianti, quindi. E certamente, a dar retta al vertice congiunto dei sindacati, inizialmente una collaborazione che non sarebbe stata ben accolta dall’ufficio del commissario. Al contrario, sostanzialmente respinta al mittente. «Lo sforzo sostenuto dalle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil non è stato, per nessuna ragione, recepito dal commissario: un grande lavoro di capacità e competenze inficiato da una scarsa capacità di comprensione per un progetto di ampio respiro. Si pensi a tutti i nostri appelli che mettevano in evidenza la carenza di personale sanitario, oppure battaglie sostenute per invocare nuove assunzioni. Per non parlare degli accordi nazionali ampiamente snobbati dalla struttura commissariale, ci riferiamo in particolare al comitato per la sicurezza Covid, costituito e mai convocato.

Potremmo citare decine di situazioni controverse, accordi sottoscritti e successivamente resi nulli con provvedimenti risibili o addirittura con posizioni contraddittorie rispetto agli accordi stessi».

Una mano tesa al commissario e soluzioni da condividere al tavolo della sanità di Calabria ma picche e solo picche sarebbero arrivate dall’ufficio del generale “abitato” anche da Maria Crocco, a dar retta alle organizzazioni sindacali. Da qui alla bocciatura anche da parte del ministero il passo è stato breve ma Cgil, Cisl e Uil si mostrano ben lontani dal prendersi una nefasta rivincita. Della serie, nessuno fa festa se a rimetterci è la sanità di tutti. «Oggi potremmo tranquillamente esprimere soddisfazione per quanto sta avvenendo sui tavoli romani – continuano i sindacati nella nota – ma non abbiamo nessuna voglia di gioire, rispetto ad una gestione che ha fatto perdere altri due anni di opportunità per il rilancio del sistema sanitario in Calabria».

Sul finale un auspicio “tecnico” che fa pari con la netta sensazione che questi per Cotticelli e il suo ufficio possano essere giorni di “conto alla rovescia” prima di una svolta in arrivo dal governo.

«Ci auguriamo – concludono Cgil, Cisl e Uil – che sui tavoli ministeriali prevalga l’esigenza di dare alla sanità calabrese una politica di svolta che non può prescindere da uomini e donne di grande capacità, che abbiano la voglia di spendersi per il bene comune in Calabria».

I.T.