Dirindindì, dirindindà, il Covid già a marzo in rsa…

Anticipazione di Report in onda lunedì su Rai 3: (poco) mistero sulla morte in ambulanza di un uomo proveniente da Villa Torano con 38 e 6 di febbre e sintomi evidenti da Coronavirus

Siamo ancora discretamente lontani dal video promozionale in stile nordcoreano del gruppo Poggi diffuso nei paraggi di Pasqua (“dirindindì, dirindindà, Pasqua e Pasquetta in rsa”, con balletto del personale al seguito) e siamo pure abbastanza lontani dal “paziente 1” del giorno di Pasquetta (donna poi deceduta ma che secondo ricostruzioni interne Asp aveva i sintomi già dal 7 di aprile). Siamo al 21 di marzo e secondo la ricostruzione del format d’inchiesta “Report”, in onda lunedì prossimo, dentro Villa Torano è già probabilmente il tempo del “vero” paziente 1. Un uomo muore durante il trasporto in ambulanza, non fa neanche in tempo ad arrivare in ospedale. Viene da Villa Torano, aveva chiari sintomi da Coronavirus e 38,6 di febbre. Il medico del 118 chiama in clinica e parla con il medico di turno di Villa Torano. Il contenuto della discussione si può tranquillamente sintetizzare così. L’uomo deceduto aveva chiari ed evidenti sintomi da Covid, conferma il medico del 118. Se dovesse risultare positivo prestare immediatamente massima attenzione a tutto il personale e ai degenti in rsa, dentro Villa Torano. Avvertite immediatamente il direttore sanitario, la conclusione della telefonata, e pretendete che venga fatto subito il tampone al paziente. Con quello scenario e quelle premesse era chiaro che poteva essere alle porte una “bomba” pandemica, chiede la cronista Rosamaria Aquino per conto di Report a Gianmario Poggi. Che candidamente ammette di non saperne nulla della vicenda e che si sarebbe informato al più presto. Ovviamente, non se n’è saputo più nulla. Né dell’eventuale positività del paziente deceduto il 21 di marzo (il tampone probabilmente non è stato mai fatto) né delle relative precauzioni prese dal vertice di Villa Torano. Neanche la moglie dell’uomo morto in ambulanza ha saputo più nulla, niente di niente. Ma questo non le ha impedito di farsi una idea propria sull’accaduto, «secondo me hanno insabbiato tutto… ». Le telecamere di Report che su Villa Torano si sono accese e che restituiranno lunedì il servizio hanno fatto poi visita a Jole Santelli. Che intervistata da Rosamaria Aquino conferma di essersi voluta tenere fuori dalla faccenda («di competenza dell’Asp di Cosenza») e conferma pure di non aver mai ricevuto pressioni da Parente, esponente di spicco della coalizione di maggioranza che ha vinto le elezioni. «Non sapevo neanche che la clinica in questione fosse sua», dice Santelli. E infatti non è sua, ma è “soltanto” della moglie al 40%…

I.T.