Villa Torano, salgono a 54 (per ora) i positivi al Covid-19

Altri esiti sono attesi nelle prossime ore ma ci sono dei test indeterminati che debbono essere ripetuti

Sono 54 per il momento i positivi certi al Covid-19 all’interno della vicenda Villa Torano, tra degenti e dipendenti della rsa ma anche tra parenti stretti di alcuni di questi. Ma il dato è in progress nel senso che nelle prossime ore altri esiti sono attesi perché è ancora discretamente alto il numero dei tamponi da processare all’interno del laboratorio di Microbiologia del Mater Domini di Catanzaro. Ci sono anche 20 tamponi cosiddetti indefiniti nel senso che non hanno dato esito né in un senso e né in un altro e che quindi debbono essere sostanzialmente ripetuti (per alcuni di questi si tratta probabilmente della terza ripetizione, dopo la vicenda del “guanto” potenzialmente infetto). Man mano che passano le ore, sostanzialmente, ci si avvicina a quel dato potenziale che è subito balzato agli occhi nell’immediato e cioè tra 90 e 100 di infetti nel solo circondario stretto di Villa Torano. Del resto è stata la Regione stessa a confermare ieri, in una nota non priva di significato, che man mano che vengono processati i tamponi rrifatti al Mater Domini va emergendo lo stesso dato che precedentemente era stato processato dal Pugliese, sempre di Catanzaro. Della serie, guanto infetto o no, i positivi saranno quelli poi. Altro è il discorso che riguarda il “circondario” attorno a Villa Torano e cioè le famiglie strette dei dipendenti e le famiglie strette degli stessi anziani ricoverati. Qui il numero rischia davvero di essere al momento indefinibile anche potenzialmente perché i lavoratori della rsa sono praticamente residenti in tutta la vasta area urbana della valle del Crati, compresi i grossi centri in collina. E che la situazione è complessivamente esplosiva è lo stesso sindaco di Torano ad ammetterlo di buon mattino dai micrifoni della Tgr Rai. Il primo cittadino non ha escluso che la prima paziente di Villa Torano malata di Covid e ricoverata all’Annunziata fosse già contaminante e dai sintomi evidenti da almeno una settimana, con tutto quello che questo vuol dire in termini di potenziale rischio. Senza contare che non è mai stata del tutto smentita l’indiscrezione su alcuni familiari dei residenti che avrebbero prelevato i “nonnini” nel giorno di Pasqua per far trascorrere loro la giornata di festa in compagnia prima di essere riaccompagnati. E se a questa indiscrezione si aggiunge il vero e proprio allarme lanciato dal sindaco di Torano, la Pasqua in famiglie allargate da parte di alcuni dipendenti, si comprende bene come il quadro di Villa Torano è in grado di assumere contorni via via drammatici. Qualcuno, decisamente pessimista, ne dindividua già la nuova “Codogno” di Calabria, nel pieno della Valle del Crati. E questo proprio mentre la regione ne stava uscendo complessivante dalla curva pericolosa (Reggio ieri zero casi così come Crotone e pochissimi nell’area centrale catanzarese).

I.T.