Villa Torano, lotta contro il tempo (anche giudiziario)

Vanno di corsa i misteri ma anche le inquietudini e le esigenze della procura che “rischia” di trovare un quadro probatorio compromesso...

Tutto e tutti di corsa. Come il numero dei contagiati. Come i “perché”, diversi e ogni giorno in buona e nuova compagnia. Come i fascicoli e le cartelle di colore verde, quelle che per solito arredano gli scaffali delle procure. Tutto e tutti di corsa e solo chi non “pedala” rischia di far tardi.
Avverte che c’è da andare di corsa la procura di Cosenza. Più del previsto. E potrebbe non essere questo l’unico ufficio giudiziario “interessato” alle sorti della vicenda di Villa Torano se è vero come è vero che il direttore sanitario ormai ex del Mater Domini (improvvisamente dimissionario nottetempo) potrebbe aver lasciato “letterine” di saluti un po’ imbarazzanti prima di andare via. E nelle mani di qualcuno che non tanto facilmente le può cestinare. A proposito, perché è letteralmente “fuggito via” e in piena emergenza sanitaria? Le valigie che ha riempito di corsa hanno qualcosa a che vedere con il balletto dei tamponi tra il Pugliese e il suo ex presidio? Hanno qualcosa a che vedere, le valigie riempite senza preavviso, con il presidio “armato” della proprietà nel laboratorio? O magari con le boccettine fornite “militarmente” e in quantità industriale dalla Protezione civile senza nemmeno informare l’Asp di Cosenza? Forse l’ex direttore sanitario del Mater Domini è andato via da qui ed è ritornato a casa perché andava di fretta pure lui, come tutto e tutti? Da stabilire in corso d’opera se perché ha prevalso la nostalgia o l’incubo di una citofonata alle sei del mattino, a quell’ora non bussano per solito né il postino e né il lattaio ormai.
Ma si va di corsa, tutto e tutti vanno di corsa. Anche perché se non marcia in forma “atletica”, la procura di Cosenza, rischia di vivere di rimpianti da qui a poco. Il rimpianto di non aver trovato cartelle cliniche fedeli e immutate. O magari rischia di non dare una mano a chi con un po’ di tachipirina e buttato in un letto passa per nonnino asintomatico mentre dovrebbe essere solo ricoverato in ospedale, persino d’urgenza. Per non dire di chi ha solo goduto di un effimero tampone negativo, per ora. Se si gira il mestolo nello stesso brodo il sapore unico quello rimane. E rischia pure la procura, perché no, di non fornire un quadro esaustivo di tutta la vicenda a chi sta barricato in casa dall’Esaro alle porte di Cosenza, compresa la mappa vera dei potenziali rischi di questa che è a tutti gli effetti la “Codogno” della Valle del Crati.
Ma si va di corsa, e solo chi non lo fa non ci prende gamba e gusto. E chi più del sindaco di Torano è andato svelto di bacino. Come l’agnello pasquale ha spalmato saggezza e autocontrollo fino all’ultimo salvo poi non trattenere più niente. Perché si va di corsa. E non ci sono state tv capaci di contenere le sue denunce via via più pesanti, l’ultima e più rumorosa quella della presunta promiscuità pasquale tra parenti e degenti (alcuni di questi portati persino a casa) e tra lavoratori “sospetti” e famiglie al seguito. Un giorno, magari a se stesso, il primo cittadino dirà di più a tal proposito e disegnerà con più colori questa che è a tutti gli effetti una tragedia. Perché no, magari di corsa, irrobustendo uno di quei fascicoli giudiziari che sono un po’ come un boomerang. Se non inizi tu per primo magari ne trovi qualcuno che ne ha aperto uno per te. Ma si va di corsa e il sindaco di una Torano blindata s’è mostrato svelto assai per non aver capito l’aria che tira.
Ma chi va di corsa più di tutti è proprio lui, il Covid-19. Che se ne frega delle chiacchiere. E se ne frega, soprattutto, dei progetti “umani”. Per lui sono tutti da stendere dentro un letto e poco gliene importa se c’è un presidio disegnato apposta che in qualche modo dovrebbe “ospitarlo”. Si fa una risata. Anche perché pure Villa Torano, ironia beffarda della sorte, pare fosse stata designata dai burocrati di Palazzo (e di più zeri in busta paga) niente di meno che rsa Covid. Per svernare chi iniziava a guarire dal policlinico di Germaneto. E questo ben prima del focolaio sotto il tappeto diventato poi incendio. Peccato che Caracciolo (ex direttore sanitario del Mater Domini) ha fatto valigie ed è tornato a casa sennò qualcosa la poteva raccontare in merito. Da rsa per “svernare” vecchietti Covid in ripresa a rsa che i vecchietti invece ora se li è divisi in un letto tra malati “inattesi” e malati “in attesa”. Perché alla fine, di corsa e più di tutti, ci va proprio il destino…
I.T.