Villa Torano e la “moglie di Cesare”…

Il figlio di Poggi in tv conferma l'indiscrezione de “il Fatto di Calabria” circa la “fornitura” di tamponi da parte della Protezione civile e “difende” la proprietà delle rsa rispetto alle contaminazioni della politica. «Parente è solo un amico e un professionista competente, ha venduto le sue quote prima di entrare in politica». Già, è così. Ma a comprarle è stata la moglie...

«Perché processare a Catanzaro i primi tamponi? Perché l’Asp di Cosenza era chiusa a Pasqua e a Pasquetta… ». Non è chiaro se Gianmario Poggi, direttore amministativo di Villa Torano e figlio di Massimo, ha mediaticamente dato il “meglio” di sé in questo lancio di agenzia (l’Asp di Cosenza non ha mai chiuso neppure un’ora in tutto l’arco temporale della crisi Covid…). Oppure, più probabilmente, nel corso del talk televisivo coraggioso e per certi aspetti pioneristico di Lino Polimeni (Articolo 21). Dove nel pomeriggio non s’è sottratto né all’esposizione e né alle domande ma anche qui, come sopra, mica è semplice stabilire se ha solo “peggiorato” la situazione. Perché l’indiscrezione de “il Fatto di Calabria”, a proposito della paradossale fornitura di tamponi “gentilmente” concessa alla proprietà delle strutture sanitarie di famiglia, non solo non è stata smentita ma, se possibile, è stata rivestita di una spiegazione non lontana dall’imbarazzo. Sintetizzabile così, più o meno. La Prociv ha dato una mano a tutti i privati (non è proprio così, qualcuno ne ha avuto una ventina al massimo…) e siccome noi abbiamo più strutture ne abbiamo avute 200 per Torano che poi diventano presumibilmente 500 considerando tutto il gruppo. Se non è una fornitura “industriale” fai da te della Protezione civile nei confronti della Medical Sport Center poco ci manca, ovviamente con il dipartimento Salute che s’è girato dall’altra parte. È toccato poi al sindaco di Torano, “spaventato” dalla piega giudiziaria che va prendendo la cosa, ricordare che nell’ordinanza di Santelli del 27 marzo non solo è fatto obbligo a tutte le rsa di effettuare tamponi subito e a tappeto quanto di farlo dopo aver prelevato il relativo kit presso l’Asp di competenza. Ma vuoi mettere una fornitura diretta, così corposa e così “gentile” da parte della Protezione civile? Dopo di che va oltre Gianmario Poggi nel suo (a tratti esilarante) pomeriggio in tv ospite di Articolo 21. E a proposito del “distanziamento sociale” tra la proprietà delle cliniche e la politica regnante (cioè Claudio Parente) mostra ricognizioni ben definite. «Parente è solo un amico e un professionista molto competente. Ma è lontano dalla proprietà. Ha venduto le sue quote un attimo prima di entrare in politica… ». E dice solo la verità, Gianmario Poggi. Siamo ad aprile del 2010 e Claudio Parente sta per sbarcare formalmente nel regno regionale incontrastato di Peppe Scopelliti. C’è da uscire e in fretta dalla stanza dei bottoni della sanità e così decide di vendere le sue quote. E lo fa. A comprarle, però, è la moglie che oggi detiene a tutti gli effetti il 40% tondo tondo dell’intero pacchetto delle strutture sanitarie. È questa la proporzione di proprietà della moglie di Parente nel regno delle strutture sanitarie di Poggi (così come si evince da visure camerali e tenendo conto delle quote dirette in Medical e indirette e cioè nell’altra società che fa parte della stessa capogruppo). Chi ha mai detto che sotto uno stesso tetto la si debba pensare allo stesso modo e avere gli stessi interessi, persino politici e industriali. Ma è evidente che è difficile stabilire così quel netto “distanziamento politico” tra le proprietà sanitarie di Poggi e la politica regnante (Claudio Parente è stato ed è a tutti gli effetti un pezzo da novanta del centrodestra calabrese).
Ma il pomeriggio corre in fretta e il telecomando passa in sordina. Ci sono due inchieste che provano a rincorrere il gran casino di Villa Torano. Una è interna, hai visto mai. Il commissario dell’Asp di Cosenza, Zuccatelli, vuole capire come mai la Protezione civile abbia consegnato i kit per effettuare i tamponi direttamente ai responsabili della struttura ma anche chi ha materialmente prelevato i tamponi stessi. E poi, visto che ci siamo, Zuccatelli vuole capire perché l’Asp di Cosenza è stata bypassata.
L’altra inchiesta (a volte ritornano) è della procura di Cosenza. Che fa filtrare che già con i Nas all’opera da subito è “addosso” alla cosa e che non molla la presa. Già due visite in struttura e tutto il materiale necessario al vaglio. Ovviamente non ci sono (al momento) indagati né reati accertati ma è evidente che prima o poi, se i tamponi continuano a “ballare” senza esito tra Cosenza e Catanzaro, non è da escludere il ricorso all’autorità giudiziaria e all’invio dei Ctu anche per un nuovo e blindato prelievo di test a tappeto. Perché il clima si fa pesante a Torano e lo ha doppiamente compreso nuovamente il sindaco di Torano, fino a ieri in posa post pasquale. «Da qui, da Torano, devono essere trasferiti i pazienti positivi al Covid. Occorre portarli in una struttura adeguata… ».
Intanto, informa il dipartimento Salute della Regione (anche qui “a volte ritornano”), «i dati relativi all’esecuzione dei tamponi rino-faringei nella rsa “Villa Torano”, effettuati dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza ed analizzati presso il laboratorio di Microbiologia del Policlinico “Mater Domini” di Catanzaro, hanno restituito, finora, una situazione perfettamente sovrapponibile a quella registrata nella microbiologia dell’Ospedale “Pugliese”. In particolare sono stati eseguiti i test relativi ai tamponi effettuati su 18 ospiti e 57 operatori sanitari e, per la stessa persona, i risultati dei due laboratori coincidono. Aspettiamo l’esito dei test di tutti i tamponi effettuati». Della serie, il guanto potenzialmente “infetto”, a metà strada tra scienza esoterica del Seicento e uso metalmeccanico della professione infermieristica, è molto simile a una stronzata. Nessun dito è finito in bocca a nessuno né ha toccato salive di rimando. Ergo, c’è da attendersi (almeno) un centinaio di positivi dentro e attorno il mistero di Villa Torano (senza contare il moltiplicatore di riflesso, la Pasqua e la Pasquetta di paese e le contaminazioni “tribali”…).

I.T.