L’Asp di Cosenza non ha mai pagato i privati nel 2020

Decine di cliniche convenzionate con il servizio sanitario pubblico appese ad un filo (e con loro 20mila dipendenti tra diretti e indotto). Ultimo pagamento è relativo a dicembre del 2019. Ma non per questo sono cessate “altre attività” dentro il Palazzo di via Alimena...

Ufficialmente, fanno sapere dai vertici regionali dell’Aiop, non c’è alcuna motivazione formale. Ovviamente, neanche sostanziale. Nemmeno a forma di scusa. Non si pagano le fatture e basta, il silenzio e il tempo che scorre fanno il resto. In questo anno solare 2020 (maledetto dal coronavirus) l’Asp di Cosenza non ha mai liquidato una fattura a nessuna delle aziende private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario pubblico. Parliamo di decine e decine di aziende e di centinaia di fornitori diretti e indiretti per un giro complessivo di 20mila lavoratori. Laddove ci sono spalle larghe e disponibilità al “rischio” le aziende private hanno provveduto e provvedono con risorse proprie, in altri casi braccia al cielo e preghiere pasquali. Gli ultimi bonifici effettuati dall’Asp a beneficio delle strutture private sono relativi alle fatture di dicembre. Da allora il silenzio, e il tempo che scorre. E soprattutto, che poi è il dato che inquieta di più e che è confermato anche dai vertici Aiop, nessuna motivazione sul perché non si liquidano le prestazioni relative all’anno in corso. Decine e decine di milioni di euro che l’azienda sanitaria più grande e piena di euro (e di guai) della Calabria deve ai privati e che, non si sa perché, restano in cassa. Troppi impegni del personale e della ragioneria? L’emergenza Covid ha spiazzato tutti? O c’è dell’altro?
Certo tutto si può dire tranne che dentro il Palazzo di via Alimena a Cosenza si sia rimasti con le mani in mano fin qui. Tutt’altro, verrebbe da dire. E quando Zuccatelli trova il tempo da dedicare alle pratiche dell’Asp di Cosenza (tra quello dedicato all’Asp di Catanzaro o al Pugliese) nascono lo stesso atti, autorizzazioni, delibere, nomine, incarichi. Di tutto, nasce, fuorché i pagamenti delle fatture che “costano” solo una firma. Ma niente, bonifici non ne partono e di conseguenza non ne arrivano. Molto più semplice è stato, per esempio, affidare nel frattempo ancora una volta in prorogatio alcuni appalti. Appalti che sarebbero potuti anche andare a gara. Tempo poi se n’è trovato all’Asp di Cosenza per le nomine dirigenziali, anche quelle con manifestazione di interesse riaperte post mortem e richiuse senza cambiare il risultato finale. E ovviamente tempo trovato, e in piena emergenza Covid, per autorizzazioni a nuove strutture nel mentre altre aspettano da anni. Senza contare l’aumento (del tutto discrezionale) del monte ore per specialisti (una decina) che estremamente “fortunati” e oberati di lavoro si vedono anche lievitare e non di poco lo stipendio a fine mese.
Di tempo, a guardar bene, se n’è trovato nelle stanze del comando dell’Asp di Cosenza. E tra Asp e Pugliese Ciaccio di Catanzaro il pluricommissario Zuccatelli di tempo ne ha trovato per produrre “cose” e in piena emergenza Covid. Tranne che, ovviamente, iniziare a pagare (almeno) le fatture di gennaio agli erogatori privati…

R.M.