Il video trash di Poggi fa il giro (deprimente) d’Italia

Selvaggia Lucarelli pubblica le immagini spot pasquali “dell'esaltazione militare” delle 11 rsa del gruppo, «stile Corea del Nord». Nel mentre, scrive su www.tpi.it, il Covid probabilmente albergava già dal 6 aprile a Villa Torano. Nel “dipinto” della cronista nazionale anche le notizie pubblicate in esclusiva su “il Fatto di Calabria”, i tamponi della protezione civile in dotazione industriale e le quote di Parente vendute alla moglie


«Diridindindin diridindindà Pasqua e Pasquetta in Rsa!». Sprezzante, irriverente, incisiva e diabolica come sempre Selvaggia Lucarelli. Che, come è noto, è dotata di una particolare allergia per il “trash di Calabria”. Anche quello a sfondo drammatico come il video messaggio promozionale «in stile militare nordcoreano» pubblicato da Massimo Poggi il giorno di Pasqua. Il giorno prima, o magari almeno sei giorni dopo, l’esplosione del Covid dentro Villa Torano. Con tutti i dipendenti delle 11 rsa a cantare e ballare sulle note dialettali (e trash) nel mentre, ricorda Lucarelli su tpi.it, la nave è ormai Titanic e solo affodando se ne può uscire. Ma si balla con mascherine e forme dialettali esilaranti, il giorno di Pasqua. Mentre scorrono in frequenza distillata (e con grafica primordiale) i loghi di tutte le 11 rsa in televendita evergreen. Il messaggio rassicurante di Pasqua uno e uno soltanto deve essere, nelle intenzioni di uno dei due dominus, diciamo quello fiscalmente esponibile (Massimo Poggi). C’è il Coronavirus nel mondo ma nelle nostre rsa i nonnini possono stare tranquilli. Peccato, ricorda Selvaggia Lucarelli, che il giorno dopo una vecchietta sta così male da dover essere ricoverata direttamente in terapia intensiva e peccato, soprattutto, che una paziente non è stata dimessa il 6 aprile perché aveva la febbre che poi si è scoperto essere febbre da Covid-19. Ma si canta e si balla e si è, soprattutto, tutti asintomatici e qui gioca facile Selvaggia Lucarelli proponendo il verso satirico del primo caso più unico che raro in giro per il Paese: Nel cuore della Calabria 78 positivi e nemmeno uno starnuto. Ma è informata al punto giusto, la cronista de “il Fatto quotidiano”, d’aver fatto tesoro delle due pubblicazioni inedite de “il Fatto di Calabria” a proposito delle centinaia di tamponi offerti in dotazione industriale e irrituale direttamente dalla protezione civile alla proprietà, baipassando militarmente l’Asp di Cosenza. E tesoro ne ha fatto anche della notizia circa la vendita delle quote di Parente alla moglie prima di dire addio (si fa per dire) agli interessi industriali in sanità a vantaggio dell’esperienza politica. Dentro, dentro come pochi Lucarelli quando inquadra lo stesso Parente anche oggi come pezzo da novanta del centrodestra calabrese che regna alla Cittadella e dentro, dentro assai quando prefigura novità anche non lontane da parte della procura di Cosenza. Con tutta una serie di documenti che i Nas hanno già portato a casa. Ma si balla e si canta nel video nordcoreano di Massimo Poggi. «Un video tra l’agghiacciante e il patetico realizzato quando la struttura aveva già i suoi problemi» sentenzia Selvaggia Lucarelli. «Uno spettacolo deprimente, una maldestra e grottesca operazione di maquillage sulla sfondo di una storia molto più intricata». Il tutto con epicentro «l’rsa che non viene chiusa come accaduto ad esempio a quella di Chiaravalle sempre in Calabria e a cui non viene tolto l’accreditamento». Già, è proprio così. Ed è proprio il caso di dire “diridindindin diridindindà Pasqua e Pasquetta in Rsa!..”.

I.T.