Il valzer degli enti strumentali, solo 2 non rischiano…

Tranne Fincalabra e Calabria Lavoro il resto del comando finisce inevitabilmente nella “macchina del tempo” dello spoils system. Ogni regnanza è legittimata a cambiar pagina

È una legge regionale del 2005 ma è come se fosse ieri. O domani. O sempre. Chi comanda vuole scegliere chi fa il centravanti e chi il portiere perché se perde, o se vince, deve esserci un perché. Nel bene, e nel male. Si chiama spoils system perché all’inglese qualcuno dei calabrotti dell’epoca voleva significare che finito il giro delle urne qualcuno torna a casa e qualcun altro arriva al potere. È la vita. E così tutti i direttori generali esterni e senza concorso decadono al sessantesimo giorno dall’insediamento del nuovo governatore (abbiamo già scritto che il più “illustre” di questi è Antonio Belcastro, attuale dg del dipartimento Salute). Ma sorte non diversa tocca anche ai direttori generali degli enti cosiddetti strumentali, cioè di sostanziale proprietà della Regione ma con bilanci formali che possono far finta di farne a meno. Ed è questo il gran valzer delle prossime ore atteso che Jole Santelli nell’ultima (forse prima) seduta di giunta con il capitano Ultimo senza passamontagna ma con mascherina anti Covid non ha inteso rinunciare affatto alla legge del 2005, lo spoils system appunto. Altro giro altra corsa e intanto sono chiamati a lasciare il posto per primi i commissari al comando di qualcuno di questi enti, a partire da Sorical e da Calabria Verde (anche se il generale Mariggiò, che non è proprio l’ultimo arrivato, pare voglia dimettersi prima della raccomandata d’addio in arrivo dal decimo piano della Cittadella, questione di garbo). Per gli altri è valzer allo stato puro perché Aterp, Arpacal, Arcea ed Arsac sono tecnicamente sotto il pieno “dominio” dello spoil system. Tradotto, si cambia padrone. Per la verità è scaduto anche il comando dell’Oiv, l’organismo di valutazione interno. Ha un presidente e due membri ed è formalmente da rinnovare da 5 mesi (la reganza che lo governa è da intestare a Viscomi quando era assessore al Personale, sono uomini in un certo qual modo “suoi”). Il valzer però stoppa la musica e la giostra quando arriva il turno di Fincalabra e Calabria Lavoro. Qui cambiare “padrone” non è più spoils system ma scelta (erariale) vera e propria con tutto quello che significa. Al timone ci sono due direttori generali che sono stati contrattualizzati ben prima dei nove mesi dall’elezione e dalla proclamazione del nuovo governatore, termine questo che indica invece l’arco temporale entro il quale si può cambiare direttori generali a “costo zero”, senza pagar pegno sui rapporti di lavoro (e sennò lo spoils system perché è stato inventato). Che poi a pensarci bene una logica in tutto questo c’è, anche se la legge è del 2005, Chi viene da lontano al comando degli enti è bene che finisca il suo mandato e poi a Dio piacendo. Chi invece è stato nominato in prossimità della scadenza della regnanza di un presidente di Regione (9 mesi) suona un po’ come una cambiale scoperta da far pagare al prossimo che arriva. E allora sì che scatta il valzer…

I.T.