Il palco di Alvaro Soler su una trave di 23 metri (sospesa nel vuoto…)

La piazza “insicura” di Cosenza (senza collaudo statico) sequestrata dalla Dda di Catanzaro e il Capodanno del 2017. Il documento del Comune che ammette i ritardi e chiede una proroga e il drammatico colloquio tra Tucci e Zinno e tra quest'ultimo e l'ingegnere De Caro. «La nota del Pd l'ha fatta uscire lui, ha paura», «è succube di Occhiuto...»

C’è il Capodanno 2017 alle porte e non può saltare. Non se ne parla proprio. Per tante ragioni. Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Piazza Sicura”, non ha minimamente intenzione di rinunciare all’inaugurazione di Piazza Bilotti e “marca” ad uomo il direttore dei lavori, Francesco Tucci. Ne segue i passaggi, è evidentemente preoccupato del collaudo statico che non c’è e né potrebbe esserci, del resto. E già perché è la stessa amministrazione comunale che “ammette”, in una lettera alla Regione, che non si può ultimare l’opera e chiede una proroga. La chiede per non perdere i quattrini dell’Europa (pena la ricapitalizzazione con fondi comunali di tutta la piazza, sopra e sotto, 16 milioni di euro circa) ma la chiede, la proroga, perché semplicemente non è completa. In una lettera del 7 dicembre indirizzata al dirigente De Marco della Regione Calabria l’ingegnere Converso, responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Cosenza, dichiara che «in riferimento alle richieste pervenute relative alle procedure e agli adempimenti previsti per la chiusura degli interventi Pisu al 31/12/2016 considerando che pur essendo i lavori di realizzazione del progetto di cui all’oggetto in fase di completamento finale, è necessario disporre un maggior tempo per la predisposizione di tutta la documentazione prevista, si chiede l’autgorizzazione a prorogare la chiusura degli interventi con trasmissione della documentazione richiesta al 28/02/2016». Quindi è lo stesso Comune di Cosenza che “ammette”, alla Regione, che la piazza documentalmente non è pronta laddove per documenti si intendono tutti gli interventi previsti. È lo stesso Tucci, nel corso di una drammatica telefonata con Zinno (ex dg della Regione) a confessare che il collaudo statico non esiste («siete dei pazzi» il commento di Zinno). Ed è sempre Tucci che dialogando con la figlia Paola fa emergere il dato che «è il sindaco che ci tiene assai». Già, Mario Occhiuto ci tiene assai all’apertura della piazza. I due, sindaco e Tucci, dialogano sul punto finché quest’ultimo non lo rassicura che si può fare. «Hai portato tutte le carte al genio Civile?» chiede Occhiuto a Tucci. Il direttore dei lavori non è l’unico a sapere che quel collaudo statico non c’è e non potrebbe esserci e disegna la “pensata”. La firma lui la dichiarazione di collaudo che se non è statico è “parziale”, da tarare per l’occasione. «Da perfezionare in corso d’opera» fa poi il sindaco. Tucci, che non è l’ultimo fesso in materia, sa bene che la pratica è irrituale e persino pericolosa e prova a convincere del contrario Zinno. «Non ti ricordi che pure in Anas facevate così?» la provocazione. «Ma che stai dicendo» la secca risposta di Zinno. «La norma è chiara. Il collaudo statico o c’è o non c’è».
E non c’è al punto che si dialoga, con incazzature e ironie al seguito, sul carico di peso che è possibile sostenere e documentare. Tra improvvisate tare da sale da ballo e manifestazioni da 80mila persone che ballano di sopra Tucci è poi chiaro con Zinno. C’è una parte precisa che di sotto contiene una trave di 23 metri sospesa nel vuoto. È quello il posto ideale, secondo Tucci, per piazzare il palco di Alvaro Soler. «Per una questione di vibrazioni attorno…».
Nel dialogo ad un certo punto spunta poi il commento di Tucci a proposito di una nota del Pd di Cosenza che fa cenno al collaudo che non c’è e al rischio per il Capodanno e l’apertura della piazza. «Hai letto la nota del Pd?» chiede Tucci a Zinno. «Solite fesserie» il commento di Zinno ma è la controreplica che colpisce. «Ma dicono le stesse cose che dico io, quella frase è mia… ». E che Tucci in quella fase particolare fosse un po’ “combattuto”, per usare un eufemismo, viene anche fuori da un’altra conversazione drammatica tra Zinno e l’ingegnere De Caro della Regione Calabria. «Ho capito che l’articolo l’ha ispirato lui, Tucci. Perché lui ha paura. Cioè, tu hai paura e ad Occhiuto gli fai aprire la piazza? Cioè, se non c’è il collaudo non la può aprire la piazza!». E De Caro, qualche sospiro più in là… «non ha la forza di opporsi al sindaco… non ce l’ha… che non dico che è facile, tra l’altro. Perché quello magari è invasato… ».

I.T.