Il Covid di Calabria: pochi positivi o pochi mezzi?

Il governo consegna in mano a Santelli e a Varone la totale gestione dell'emergenza. Ma l'evoluzione del virus è incerta e ancor di più la distribuzione dei dispositivi Dpi e il numero dei tamponi realmente in possesso delle Asp (mancano pure tute...)

L’emergenza Covid 19 in Calabria finora ha trovato risposta quasi esclusivamente grazie alle misure di quarantena e di isolamento adottate. Il 27 febbraio 2020 con DCDPC il presidente della Regione Jole Santelli è stato nominato soggetto attuatore per il coordinamento delle attività poste in essere dalle strutture della Regione competenti nei settori della Protezione civile e della sanità impegnate nella gestione dell’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Il soggetto attuatore / presidente Santelli il 10 marzo 2020 emana l’ordinanza n.4 “Costituzione task force e supporto dell’unità di crisi regionale” procedendo alla costituzione della taske force ed individuando i soggetti che la compongono. Inoltre stabilisce che “la taske force si avvale dell’alta e comprovata professionalità scientifica dei Prof.ri Raffaele Bruno, Paolo Navalisi e Franco Romeo”. Ai soggetti attuatori / presidenti delle Regioni è stata assegnata la competenza delle misure di cui al DCDPC n.630 del 3 febbraio 2020. A questo punto considerata la attuale confusione organizzativa, la carenza di Dpi, quella di tamponi emersa nell’Asp di Cosenza e soprattutto vista la incertezza sulla evoluzione dell’infezione e la probabilità di crescita della domanda di ricovero di una certa percentuale di pazienti infetti, piuttosto che fidarsi delle generiche dichiarazioni degli addetti (i quali in più riprese ed in diverse occasioni hanno dichiarato che siamo pronti, evidentemente alla gestione della crisi, affermazioni che cozzano con una realtà ben diversa) occorre chiedere al direttore della Protezione civile regionale, Varone, di chiarire lo stato dell’arte sui punti del DCDPC n.630 del 3 febbraio 2020. Senza voler apparire prevenuti ma, valutando ciò che appare, il timore è che si è ben lontani dal potersi ritenere pronti alla gestione dell’emergenza da Covid 2019. Nel sistema regna confusione e disorganizzazione (vedi delibere Asp di Cosenza sui punti Covid) unitamente a lacunose carenze. Il tempo trascorso finora dalla costituzione della task force non pare sia stato impegnato in maniera proficua e tale ritardo potrebbe diventare causa di danni alla salute dei cittadini. Tutto ciò malgrado il vantaggio temporale che la Calabria ha avuto rispetto ad altri territori grazie alla evoluzione dell’infezione. E grazie ai tamponi che in mezza Calabria mancano da sabato, così che i positivi la sera sono un decimo di quelli reali. Anzi, pare che siano arrivati i tamponi all’Asp di Cosenza. Ma il personale che deve applicarli non ha tute adeguate…

R.M.