Cotticelli (di fatto) non è più commissario…

È stato lui stesso ad ammetterlo dai microfoni di “Non è l'Arena”, perimetro di Giletti che affonda il bisturi sulle ferite di Calabria. Il governo ha consegnato la gestione dell'emergenza Covid solo nelle mani del presidente della Regione

Solo al secondo “giro”, perché il primo lo aveva usato esclusivamente per uscire dall’angolo, il generale con le stelle Cotticelli si è sostanzialmente accorto della notizia che ha appena mollato a cavallo della mezzanotte tra domenica e lunedì. Quasi augurandosi che nessuno lo avesse ascoltato. Incalzato dal segretario Uil Azzarà (neo paladino dei “giusti” del Reggino, ma dov’era fino a ieri?) Cotticelli ha spostato così uno dei cazzotti più incisivi. «Il governo e la protezione civile hanno consegnato solo nelle mani della presidente Santelli la gestione dell’emergenza Covid in Calabria. Naturalmente ci sentiamo e lei è così gentile da condividere tutte le decisioni con me che le controfirmo per cui procediamo insieme e in sintonia».
Alzi la mano chi conosce cambiali che protestano due firme, se non viene pagata. O due assassini che sparano nello stesso momento con la stessa pistola. O magari due comandati in capo ad un esercito che sono colpevoli o eroi allo stesso modo, se si vince o si perde. La democrazia “liquida” e irragionevole di questi anni “grillini” ha aggiunto di tutto nel vocabolario del potere ma questo no, a questo non ci può arrivare nessuno. E quando si scende in trincea c’è un solo comandante che risponde dei cannoni e dei cadaveri sul campo. E il ministro Speranza e la Protezione civile hanno scelto la governatrice Jole Santelli come firma di “ultima istanza”. È lei che deve rispondere nel report e del report, è lei che deve rispondere della Calabria alle prese con questo virus a forma di corona. Poi, è chiaro, in punta di (sterile) diritto è materia ludica per i prof esercitarsi se un decreto ne può così semplicemente annullare un altro (quello precedente che affida la sanità di Calabria in mano a Cotticelli). Ma è lana caprina, giochi d’apprendimento per bambini in cerca di svago. La si può risolvere così, giusto per prenderci in giro. Santelli è totale e uninominale responsabile dell’emergenza Covid in Calabria, che è la più grave emergenza sanitaria dalla Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. E Cotticelli è commissario al piano di rientro da un debito colossal e ancestrale (che non pagherà mai più nessuno) ed è lui il gendarme a capo per questa (preistorica) faccenda. Poi alla logica conseguenziale farsi una idea di chi comanda davvero oggi come oggi. C’è da spostare medici, reparti, elicotteri, milioni di euro pur di provare a salvare la Calabria dal contagio? Se la vede Santelli, è la sua la firma. C’è da organizzare con le prefetture il modo con cui requisire le strutture private alla drammatica occorrenza? C’è da andare al governo a chiedere e pretendere di tutto e di più e subito? Sempre da lei bisogna passare, da Jole Santelli. Prima del Covid era Cotticelli a indossare in tutto e per tutto la divisa, ora la deve “prestare” a Jole Santelli. Certo, la dialettica successiva è tutta miele. Facciamo insieme e decidiamo e firmiamo insieme. Ma in calce alle decisioni sono solo supercazzole al di fuori della governatrice. In materia di Covid, la più grande emergenza sanitaria dal Dopoguerra, è lei che risponde. Chissà che avrebbe dato Mario Oliverio per vedersi fuori dai piedi Scura prima e Cotticelli poi. Anche un virus senza vaccino avrebbe accettato, ovviamente si fa per dire. E tutto quello che non è riuscito a 10 anni di regnanza politica (scalzare il dominio dei commissari) è invece riuscito e di riflesso nella drammatica gestione Covid a Jole Santelli. Che non a caso gradisce poco la casualità (tragica) e manda messaggi quotidiani di preoccupazione, tanto al governo quanto ai calabresi. Della serie, qui siamo con le pezze al culo e non è che sono arrivata io a prendermi le sciagure che non sono mie? Persino i Cinquestelle, che hanno prima letteralmente militarizzato e occupato tutti i giorni la stanza di Cotticelli salvo poi picchiarlo in testa negli ultimi tempi, hanno acceso la lampadina. E in una nota oggi ne difendono le prerogative e le potenzialità. Tradotto, emergenza quanta ne volete ma il capo è lui. Ma forse è troppo tardi per cambiare il corso degli eventi. Perché Cotticelli è il commissario a tutti gli effetti al piano di rientro dal debito sanitario (che non si pagherà mai). Nessuno lo tocca da lì. Poi c’è Santelli però, che deve mettere la firma su ogni foglia che si muove all’interno della più grande emergenza sanitaria dalla Seconda guerra mondiale ai giorni nostri…

I.T.