«Solito commettere reati, non meritevole di altro rispetto al carcere»

Le 76 pagine con cui il Riesame ha confermato le detenzione per Giancarlo Pittelli negando i domiciliari fuori regione con l'uso del braccialetto elettronico (Rinascita Scott). «Ma non è organico alla cosca dei Mancuso»

Solito commettere reati, anche importanti e molto gravi. Forte, fortissimo delle sue relazioni e delle sue entrature. Confidente e uomo di peso per il super boss Luigi Mancuso ma non per questo affiliato al clan. Un calibro da concorso esterno di super lusso. Di fatto, tutto il potere, utilizzato per fini propri e comunque non molto distanti da un personale tornaconto. Ragion per cui, per Giancarlo Pittelli, «non appare idonea alcuna misura cautelare meno afflittiva della custodia in carcere».
Ci sono volute 76 pagine perché il Riesame motivasse la conferma della custodia cautelare in carrere a Nuoro per l’indagato principe dentro il fascicolo Rinascita Scott (Dda di Catanzaro). Delineandone un profilo così abile e potente nel perseguire tornaconti personli spregiudicati da non “meritare” allo stato neanche la detenzione domiciliare fuori regione e con l’uso dei braccialetti (i legali andranno in Cassazione per la scarcerazione e al Tdl, il 23 aprile, per tentare ancora la carta dei domiciliari sotto strettissima sorveglianza).
«Anche ove astrattamente il titolo di reato consentisse la concessione degli arresti domiciliari – scrive ancora il Riesame a proposito di Pittelli – l’indagato è immeritevole di alcun credito fiduciario, essendovi rilevanti probabilità che egli violi le prescrizioni imposte dagli arresti domiciliari, pur caratterizzate da stringenti e frequenti controlli, comunicando con l’esterno e ricevendo notizie dall’ambiente criminale». I giudici, presidente Giulio De Gregorio, a latere Simona Manna e Gaia Sorrentino, hanno riformato la sentenza solo rispetto al capo di accusa relativo all’associazione a delinquere di tipo mafioso, riqualificando il reato in concorso esterno. Resta confermata l’ordinanza per quanto riguarda le ipotesi di reato di rivelazione, utilizzazione del segreto di ufficio e di abuso di ufficio. Pittelli, per dirla diversamente, avrebbe utilizzato il potere della cosca non per farne parte ma per poter beneficiare di tutto il potere collaterale di riflesso. Naturalmente, secondo il Riesame, solo e soltanto per interessi propri.
Allarmanti, per il Riesame, sono le modalità attraverso le quali l’avvocato si è creato canali di flussi informativi su notizie che dovevano restare riservate e segrete, un nucleo di fonti privilegiate da individuarsi in funzionari e militari infedeli. «La fuga di notizie sull’indagine Rinascita-Scott è certificata dal ritrovamento nel suo studio, al momento dell’applicazione della misura cautelare, di un appunto con tutti i temi che lo riguardano».

I.T.