Rispunta lo stipendio per i presidenti delle Province

Una “manina” reintroduce nel decreto fiscale l'indennità che era stata abolita cinque anni fa. Malgrado i Cinquestelle o, al contrario, proprio grazie a loro?

Battono cassa un giorno sì e l’altro pure, con tanto di personale non pagato o mal pagato e a rischio “sociale” come esposizione mediatica. La profondità delle buche nelle strade di competenza è pari agli euro che non ci sono. Buche insanabili, come i bilanci. Per non dire delle scuole, “gioiello” ammattito di casa con la sfortuna di ricadere sotto la loro egida. Ecco a voi le Province, “cadaveri” sopravvissuti alla riforma Delrio e oggi, più comunemente, identificate come poltronificio di ripiego, camera di compensazione per partite politiche non consumate o mal consumate. Ma c’è una novità a ringalluzzire l’ambiente, quantomeno i presidenti. Una “manina” molto abile e in gran segreto ha reintrodotto lo stipendio pieno per la sedia più alta del comando. Una “manina” competente e silente che non è dato sapere se ha agito malgrado la irreprensibilità dei Cinquestelle o, al contrario, proprio su loro input. Fatto sta che dopo cinque anni (erano state abolite) riecco le indennità per i presidenti delle Province. Nell’ultimo decreto fiscale sono stati approvati gli emendamenti che rivitalizzano il loro portafoglio. E non sono per niente bruscolini. Ai presidenti spetterà una indennità pari a quella prevista per il sindaco del capoluogo. In base al meccanismo delle fasce demografiche la somma cresce dove il capoluogo è più grande. Per dirla in quattrini, si va da 3mila euro mensili per i capoluoghi oltre i 10mila abitanti ai 7800 euro mensili per quelli che superano il mezzo milione di abitanti. Un’alimentazione di euro in progress, in un crescendo rossiniano. Scampate alla “tagliola” Delrio le Province così non recuperano la loro centralità né i milioni che servirebbero per giustificare una ragion d’essere (ambiente, strade, scuole). Ritrovano però, le Province, lo stipendio per i presidenti. È già qualcosa. In una logica dove più si è (nel capoluogo) meglio è per loro, in termini di euro. La prima mensilità del gran rientro dell’indennità in portafoglio dovrebbe già essere maturata, e chissà se qualcuno ha brindato al governo “giallorosa”. Resta da capire se questa nuova posta di bilancio è da rintracciare nelle pieghe dei debiti degli enti o se sarà lo Stato a rimpinguare questo apposito capitolo. Ma cambia poco, il 27 è di nuovo un bel giorno per i presidenti delle Province. Ma che non lo sappia Di Maio però, sennò magari se la prende…

 

 

I.T.