«Periti bravi, in grado anche di corrompere… »

Emilio Santoro avrebbe confessato questa “richiesta” di Petrini ai pm di Salerno in un verbale del 20 gennaio. «Una quota parte della somma doveva andare al giudice». Il fascicolo fa tremare magistrati e imprenditori

Periti capaci, tecnicamente attrezzati ma tutto fuorché incorruttubili. Anzi, il saper chiedere e incassare denaro come “curriculum” aggiuntivo. Queste prerogative avrebbe chiesto il giudice Petrini ad Emilio Santoro, medico in pensione e dirigente dell’Asp di Cosenza finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Genesi”. Fascicolo che, ovviamente, coinvolge in pieno anche il presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro, in carcere pure lui ma con una prospettiva di “lingua” interessante, dal momento che ha rinunciato al Riesame iniziando una seriale e funzionale “conversazione” con i magistrati che indagano sul sistema delle sentenze a “gettoni”. Ed è proprio questo l’incrocio che diventa incontenbibile per qualsiasi semaforo. Cosa sta raccontando Petrini ai magistrati? Quali retroscena e quali sentenze “aggiustate” in cambio di denaro?
Petrini, secondo quanto riporta “Gazzetta del Sud”, aveva la possibilità di scegliere i periti cui affidare le decisive consulenzde tecniche. E sul punto Emilio Santoro avrebbe offerto ai magistrati uno scenario interessante.
«Il dottor Petrini mi chiedeva di indicargli il nome dei periti che oltre a essere bravi fossero disponibili a ungere, e cioè a pagare somme di denaro a titolo corruttivo. Petrini – racconta il medico in pensione – mi chiedeva di indicargli il nome dei periti che oltre a essere bravi fossero disponibili a chiedere somme di denaro a titolo corruttivo (…). Preciso che il perito si sarebbe dovuto far consegnare somme di denaro a titolo corruttivo dalla parte che avrebbero favorito con la consulenza, versando una quota parte di questa somma al giudice Petrini».
Sentenze da aggiustare, sentenze aggiustate, con perizia di supporto appresso. Pezza da appoggio ineludibile per qualsivoglia verdetto inoppugnabile. Secondo lo scenario descritto, tutto da riscontrare, i pronunciamenti della Corte non sarebbero mai sopraggiunti in modo estemporaneo e irrazionale ma, al contrario, costruiti dalle fondamenta con criteri di credibilità. A partire, quindi, dalle perizie “taroccate” ma tecnicamente valide. Il verosimile che (dietro versamento di denaro) diventa possibile. Divdenta realtà, ovviamente non gratis. Un sistema quasi perfetto che avrebbe “aggiustato” anni di sentenze e di destini esiziali per la Calabria. Politici ed economici. Diatribe fiscali, patrimoniali, dissequestri, revoca di conquiste, fallimenti. Milioni e milioni di euro che avrebbero cambiato (in un senso o in un altro) il destino di questa stagione di Calabria. Al resto del fascicolo l’ardua (e improbabile) sentenza. Dove il sesso, e i “pruriti” di corte, appaiono solo da corollario…

I.T.