Da Dp alla Fiamma, il “derby” tra le cosche per entrare nel Palazzo

Creazzo e Neri 5 anni fa in consiglio regionale alla sinistra del Pd (Democratici progressisti) oggi nel partito di Giorgia Meloni. «Entrambi avevano interlocuzioni con differenti famiglie di 'ndrangheta con la finalità di reperire voti»

«Entrambi i politici avevano interlocuzioni con differenti famiglie di ‘ndrangheta (di cui erano a conoscenza reciprocamente) con la finalità di reperire voti». Il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere (anche) per Mimmo Creazzo mostra di avere pochi dubbi a proposito del suo principale competitor dietro le urne ancora calde di gennaio. È nella sua squadra del resto, porta la stessa maglietta ed è Peppe Neri, anche lui guarda caso cinque anni fa in consiglio regionale con Democratici e progressisti (location politica che ha ospitato pure Creazzo, del resto). Dall’estrema sinistra all’estrema destra è un salto per i due, con Neri che da consigliere uscente ha agio e occasioni per smarcarsi nei tempi giusti dalla regnanza di Oliverio. Ma, secondo il gip, il bacino di utenza e di consensi quello è rimasto, da sinistra a destra. Hanno solo “tifosi” differenti alle spalle, secondo il gip. Retaggi di famiglie di ‘ndrangheta non ostili apertamente ma neppure sinergici e allora partono avvertimenti incrociati. Neri in qualche modo ci prova con il fratello di Creazzo e prima di Natale le tenta tutte pur di far ritirare il concorrente nella Fiamma e nella zona. Ma dall’altra parte, dai fratelli Creazzo, arrivano picche più Iva, altro avvertimento di riflesso, della serie stai attento tu alle frequentazioni di Bagnara che a quelle di Sant’Eufemia ci pensiamo noi. I magistrati tirano una linea e non hanno dubbi sui due neo consiglieri scelti da Giorgia Meloni e poi eletti a “furor di popolo”: ognuno si sarebbe fatto votare dai propri “consensi d’onore”. Un quadro, quello relativo alla fase inquirente, desolante ma non desolato nel senso che dalle intercettazioni traspare forza a sufficienza per poter scegliere agevolmente su che carro salire, «a me interessa solo salire, con chiunque» fa Creazzo in uno dei dialoghi intercettati dal trojan. Un record nel record, quello dell’appena nata legislatura regionale con già due consiglieri indagati (uno agli arresti) e un altro per ora fuori ma chiacchierato abbastanza a leggere le carte. Al record principale che pareva essere quello dei transfughi da sinistra a destra, la gran parte dei quali bocciati dalle urne, rischia di aggiungersi quello delle premature incursioni giudiziarie. E meno male che il giovedì prima della presentazione delle liste (fissata per il sabato successivo) Nicola Morra (presidente Antimafia) aveva convocato la stampa per il (poco) rituale elenco degli incandidabili. Tutto ok, tutto liscio, o quasi. L’altro elenco invece, quello degli impresentabili, se mai lo ha avuto in tasca qualcuno, non è mai uscito…

i.t.