“Blitz” della Corte d’Appello. Il giorno di Santelli e il “mistero” Cosenza…

Il sabato della proclamazione della governatrice e di pochi consiglieri con il quoziente pieno (Reggio e forse Catanzaro). Per la circoscrizione Nord nebbie ancora fitte, tra irregolarità e (possibili) inchieste della magistratura

Stavolta, giura chi se ne intende, ha fatto davvero tutto la Corte d’Appello di Catanzaro. Non solo il “suo”, cioè quello che deve fare per solito l’ufficio più importante che c’è in Calabria. Ma anche tempistica a forma di “blitz” e spalmatura mediatica di conseguenza, destinata a pochi intimi per una comunicazione istituzionale iniziata a fari spenti, quasi in forma esoterica. Ma tant’è. Oggi è il sabato di Jole Santelli e delle sue emozioni e così ha deciso la Corte, comunicando nottetempo le intenzioni e le deduzioni. Il sabato della proclamazione della prima governatrice della Calabria, tra solennità e voce rotta. Con Santelli anche il taglio del nastro di qualche consigliere regionale, certamente quelli a quoziente pieno della circoscrizione di Reggio. Probabilmente in giornata si infilerà anche qualcuno di Catanzaro, naturalmente sempre a quoziente pieno. Mentre nelle nebbie più fitte dovrebbe restare la circoscrizione di Cosenza, quella Nord. Lunedì o martedì se ne dovrebbe sapere di più ma allo stato non se ne parla. Troppe ombre, misteri, irregolarità, numeri che non tornano e non da ultimo incursioni della magistratura alle porte, quella di Paola ha già bussato.
In alcune sezioni ci sono stati più voti che votanti, più voti di preferenza che quelli di lista, cancellature sui verbali di scrutinio, chissà se un caso “fortuito”.
Di alcune sezioni mancavano addirittura i verbali finali nei plichi sigillati e depositati.
Tutto questo sarà dovuto probabilmente, a voler pensare solo a fin di bene, all’inesperienza dei presidenti di seggio, troppo spesso alle prime armi, alla mancata informazione sul voto corretto, alle contraddizioni contenute nei libretti di istruzione presenti nei seggi, relativamente all’interpretazione dei voti e alla mancanza di una direttiva ai presidenti di seggio, in corso di scrutinio, relativamente all’attribuzione dei numerosi voti “non corretti”, per intenderci quelli che, per esempio, vedevano il nome di un candidato scritto di fianco non alla lista di appartenenza, bensì ad un’altra della stessa coalizione. Chissà. Sta di fatto che sono passati venti giorni ma di proclamazione non se ne parla ancora per quanto riguarda la circoscrizione di Cosenza.
La complicatezza di questa legge elettorale di certo ha fatto il suo ma non sono da escludere, a delineare di inquietudine l’intero “pacco” ulteriori incursioni della magistratura dopo quella di Paola per presunto scambio di voti (a carico del candidato Aieta, del sindaco di Acri e di Longobucco). Una circoscrizione destinata ad ingarbugliarsi ancora di più (non che le altgre se la passino meglio però, perché la proclamazione di Reggio e Catanzaro non vuol dire che non ci possano essere candidati oggetti di “interessamento” della Dda, ma questa è un’altra storia).
L’Ufficio centrale circoscrizionale di Cosenza, che si è limitato al mero controllo formale dei verbali, risulta chiuso già da lunedì scorso.
I bene informati riferiscono che ha già trasmesso gli atti alla Corte d’Appello di Catanzaro, sede dell’Ufficio centrale regionale, al quale toccherà sciogliere l’enorme matassa per far quadrare i conti e procedere alla proclamazione degli eletti. Quando però, ancora non è dato saperlo…

I.T.