Sanità, la “rinascita” del punto nascita (a pochi giorni dal voto…)

Il dipartimento della Regione avrebbe già predisposto la riapertura di Cetraro ma le incognite non mancano ad iniziare dalla firma di Cotticelli che non è per niente scontata...

Per nascite e parti definiti, tecnicamente, “fisiologici”. Di quelli al limite dello spontaneo. Come nella grotta di Betlemme. Solo e soltanto sotto “l’egida” di questi parametri il dipartimento Salute della Regione Calabria avrebbe già predisposto tutto per la riapertura del punto nascita di Cetraro, chiuso dalla stessa Regione su richiesta del ministero (e di Urbani) dopo la tragedia arcinota che ha mandato all’altro mondo una mamma. Certo poi rimarrebbe intatta la difficoltà a stabilire il limite di pertinenza che divide un parto “fisologico” da un altro cosiddetto chirurgico, da sanità “calda”. Chi è in grado oggi di stabilire a priori che non vi saranno complicazioni di nessuna natura né contrattempi non propriamente fisiologici è materia, allo stato, esoterica nel senso che esiste questo pertugio nel quale infilare la riapertura di Cetraro e il dipartimenrto della Regione lo sta perseguendo. Come è noto Cetraro, all’interno dello spoke con Paola, non può toccare palla se la materia sanitaria diventa “calda”, con qualsivoglia implicazioni di natura chirurgica (che invece è prerogativa di Paola). E però con 180mila euro circa da spendere per lavori di messa in sicurezza e per parti di sola natura “fisiologica” (pare però che di euro allo stato ne siano stati impegnati solo qualche migliaia) si può procedere con la riapertura del punto nascita di Cetraro. Almeno questo con ogni probabilità è l’obiettivo del dipartimento Salute della Regione. Il decreto sarebbe pronto ma non finirebbe certo qui il suo iter, il suo viaggio all’interno della burocrazia “necessaria”. Deve infatti poi controfirmare il commissario Cotticelli e qui la “palla” potrebbe restare un po’ impantanata a centrocampo. Perché il commissario vuol vederci chiaro, non vuole correre alcun rischio. Anche perché dall’altra parte, dalle parti dell’Asp di Cosenza che è poi l’ufficio destinatario dell’eventuale provvedimento, non viene misurata meno intensa la preoccupazione e l’attenzione attorno a questo punto. Tutt’altro. La reggente Pellegrini, a capo ancora per qualche giorno dell’Asp di Cosenza, avrebbe intenzioni contrarie a tal proposito e sarebbe orientata a inviare la commissione d’accreditamento a Cetraro se dovesse pervenirgli un provvedimento di riapertura del punto nascita sul tavolo. Anche per questo Cotticelli, avendo subdorato questa intenzione e in aggiunta alle sue stesse perplessità, sarebbe orientato a chiedere un parere al ministero prima di firmare il probabile decreto del dipartimento Salute. Una informazione preventiva del commissario ai tecnici di Speranza, dicastero che aveva disposto la chiusura del punto nascita. Della serie, voi che l’avete sostanzialmente chiuso con un’ispezione il reparto che ne pensate se viene riaperto? Questa, a quanto pare, sarebbe la strada principale che Cotticelli intende seguire anche se poi, ad onor di procedura, ve ne è un’altra e persino più rituale. La controfirma del decreto del dipartimento Salute. Solo in questo caso l’Asp di Cosenza, con ogni probabilità, pare proprio orientata a inviare la commissione d’accreditamento prima di recepirela, la riapertura. Giusto per non correre alcun rischio anche perché la materia rischia di riscaldarsi non poco nelle prossime settimane. Non tanto per la “natività” che rievoca la sacralità delle nascite. Quanto per le urne che si riapriranno tra poco più di due mesi. E si sa che si fa tutto per la “salute” quando si stampano i manifesti elettorali…
I.T.