Passo indietro di Oliverio, «ma solo per battere la Lega»

Il governatore ritira la propria candidatura e domani vedrà Oddati, con rispettive delegazioni al seguito. Si va su Callipo ma non è ancora chiaro quanti e chi dei suoi fedelissimi ce la faranno a posizionarsi nelle liste, fuori e dentro il Pd. «Un gesto di concretezza per sconfiggere i sovranisti» chiosa un big che ha partecipato alla riunione decisiva

La sensazione forte che poi fosse già tutto scritto rimane, e questo a prescindere o forse a maggior ragione dopo l’ultima sberla della procura distrettuale di Catanzaro (Incarnato ai domiciliari e Nicola Adamo costretto a star fuori dalla Calabria). Gioco più o meno facile per Zingaretti lanciare l’ultimo appello a Oliverio il 22 di dicembre e incassare il “sì”, mi ritiro, il giorno appresso. Perché Mario Oliverio, notizia questa volta “ufficiale”, non è più candidato alla presidenza della Regione. Da stasera però, nel senso che ha in qualche modo addomesticato aspettative e incazzature dei suoi fedelissimi, quelli che lo hanno seguito fin qui e «malgrado tutto». Una delegazione del centrosinistra con Oliverio portabandiera incontrerà una delegazione della coalizione di Callipo capitanada da Oddati. Il tutto il giorno della Vigilia di Natale e la storia s atanto di grotta con il bue e l’asinello. «Oliverio è un uomo delle istituzioni e di partito, non avrebbe mai lavorato per far vincere la destra e i sovranisti. Si ritira solo per battere la Lega» sentenzia un big (tra i pochi rimasti in giro) che ha partecipato al “giornatone” della decisione definitiva. Si va tutti su Callipo quindi ma la partita e le tensioni non sono chiuse. Anzi, per certi aspetti debbono ancora iniziare quelle vere a partire dal quanti piazzare e dove tra i fedelissimi di Oliverio. Detto di Aieta che è sempre rimasto fin qui con un piede dentro e uno fuori il partito, ma mai con prevalenza scissionista, il resto è tensione pura. Perché Guglielmelli scalpita per far partita dentro la circoscrizione cosentina e con la maglietta del Pd, il suo partito sebbene commissariato come federazione e con lui a capo. Mentre poi c’è da capire che strada si troverà per Orlandino Greco e Mauro D’Acri, non due qualsiasi a presenti nella lista di Oliverio nel 2014. Senza contare del reintegrato Sebi Romeo, ex capogruppo Pd in consiglio regionale che da poco è stato riabilitato completamente dalla Cassazione, dopo i domiciliari e “l’esilio” forzato. Romeo che avrebbe persino partecipato con Oddati e Oliverio ad un incontro preliminare, ieri, a Lamezia. Della serie, non solo vuol tornare in pista ma è già in campo. Callipo, che addirittura pare abbia posto problemi sul terzo mandato ddei consiglieri, accetterà tutto questo? Domani probabilmente ne sapremo di più. Poi, per qualche ora, sarà solo Natale e preghiere. Anche se per qualcuno non basteranno…
I.T.