Il giorno nero del “tonno”

Pippo Callipo tra le bordate del quotidiano “La Verità”, che ripercorre alcune tappe giudiziarie colorandole di “ombre”, e il missile di Mario Oliverio a proposito di un pentito e di un processo che coinvolgono il noto imprenditore. Governatore che però, inaugurando il suo “tuffo” elettorale da Lamezia, apre (si fa per dire) ancora al Pd: «Ci potrebbe essere una ricomposizione anche su altri nomi... »

Se il buongiorno si vede dal mattino e il buongiorno te lo dà, soprattutto, uno come Belpietro dalle colonne de “La Verità”, il caffè non è mai zuccherato per bene.
Processo per omicidio colposo. Pippo Callipo alla sbarra «per il decesso di un operaio di 49 anni (Antonio Gaglioti) caduto da un’altezza di cinque metri nel capannone dell’azienda conserviera. Il patron deve rispondere di “negligenza, imprudenza e imperizia nonché della normativa antinfortunistica” perché, secondo i carabinieri e il pm, “il dipendente stava lavorando senza cinture di sicurezza e adeguati sistemi di protezione”. La prossima udienza è fissata per il 9 gennaio, a pochi giorni dalle urne». Senza alcun esito giudiziario invece «né Callipo ha scelto di querelare il pentito» il verbale del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, «ex killer e boss allora emergente di Vibo Valentia, che lo ha indicato come “protetto” del padrino Luigi Mancuso, almeno fino agli anni Novanta. Col capovolgimento di fronte mafioso e l’arrivo al potere del clan Bonavota, nemico dei Mancuso, la situazione sarebbe però cambiata e Callipo sarebbe finito nel mirino della “ndrangheta con richieste di tangenti e di posti di lavoro». Ma il giornale diretto da Belpietro va avanti, sempre di buon mattino. «Un altro pentito, Francesco Michienzi, ha però ricordi diversi di quegli anni. Secondo lui la “vicinanza” dell’imprenditore al padrino Mancuso era di tutt’altra natura. “Ai Mancuso li aiuta…” ha raccontato il collaboratore di giustizia “per aiutare intendo estorsione, va”». Se il buongiorno si vede dal mattino, e il buongiorno te lo dà soprattutto il quotidiano di Belpietro, non promette quasi mai nulla di buono. E a poco serve poi in tarda mattinata incassare la “visita” di Nicola Zingaretti in Calabria prevista per venerdì, naturalmente a sostegno di Pippo Callipo. La mattina è ormai andata e il clima di veleni ha dato solo un cenno di quello che è capace in itinere questa (drammatica) campagna elettorale che ancora ufficialmente deve iniziare. E già perché Mario Oliverio, e siamo nel pomeriggio a Lamezia, non se l’è fatto fornire due volte l’assist inziato di primo mattino. Quasi fosse a porta vuota. Con una “bordata” entra in gioco anche in forma inedita, dal punto di vista dell’inquietudine. Chissà cosa avrebbero detto di me se qualche pentito mi avesse avvicinato a cosche di mafia, tuona Oliverio. Che rincara, a stretto giro, nel corso dell’inaugurazione del punto elettorale di Lamezia, se vogliamo il taglio del nastro della sua corsa elettorale non priva di difficoltà e insidie. E rincara riprendendo strofe e prose da sinistra, tipo la sicurezza sul lavoro e quindi il processo per omidio colposo che proprio Callipo sta affrontando. Della serie, caro Zingaretti, ma chi diavolo ti ha consigliato di far planare il Pd proprio su Callipo? Ma vi siete bene informati prima? E su Olivetti, che Zingaretti intravede nelle movenze proprio come caricatura di Pippo Callipo, Oliverio diventa persino sprezzante nel tardo pomeriggio. Non scomodiamo falsi miti, piano con l’euforia, non scomodiamo (né sporchiamo) figure così simboliche. Cronaca di un giorno (mediatico) infernale per Pippo Callipo. Che trascina e sposta su se stesso l’attenzione proprio quando è Zingaretti che prova a mettere il gran cappello del Pd nazionale sul suo profilo. Con la visita di venerdì. E non a caso proprio Oliverio chiude il pomeriggio lametino con la (finta) apertura sul nome che insieme al Nazareno ancora si può trovare. A tempo abbondantemente scaduto. Un terzo nome condiviso è ancora possibile, commenta Oliverio ai cronisti. Ma Zingaretti ha già comprato il biglietto d’aereo per Lamezia venerdì, lui ha già tagliato il primo nastro elettorale e l’ultima porta sbattuta che si sono sbattuti in faccia qualche giorno fa ancora suona di rumore…

I.T.