Diventa un caso il primariato di Ostetricia di Cetraro

Dopo la rinuncia di Misasi si scorre la graduatoria ma il direttore sanitario Cesareo tifa per un nuovo avviso e una nuova griglia (così, magari, entra D'Agostino...)

Si chiama Angelo Cannizzaro, ovviamente il dottor Angelo Cannizzaro. Ha 64 anni e non più di 65 (e quindi sta dentro i limiti di età per poter fare di mestiere il primario) e qualcuno giura che se la passa persino bene di salute, a parte gli acciacchi di stagione e di età. Oggi, in qualità di terzo in graduatoria per il primariato di Ostetricia di Cetraro, è stato a colloquio con il commissario dell’Asp Pellegrini. Toccherebbe a lui la poltrona, dopo la rinuncia del primo in graduatoria Misasi (ne abbiamo già dato conto della notizia) e stante l’impossibilità del secondo (Gigli) di prenderne possesso visto che è già primario a Corigliano. E quindi logica e regole del gioco vogliono che tocchi al terzo perché proprio fino al terzo si può far scorrere tranquillamente la graduatoria. Il problema (molto poco sanitario) è che mentre proprio Cannizzaro aveva in agenda la convocazione dal commissario dell’Asp di Cosenza ecco che il direttore sanitario dell’ospedale di Cetraro, Vincenzo Cesareo, fa circolare (probabilmente ancora priva di protocollo) una lettera che pubblichiamo come foto ma che possiamo sintetizzare così.

La lettera che Cesareo ha scritto a Pellegrini, Cotticelli e Belcastro

Cari Cotticelli, Pellegrini e Belcastro vi informo che dopo la rinuncia di Misasi si apre un problema, prova a dire Cesareo. E cioè che il secondo è già primario altrove mentre il terzo (Cannizzaro, peraltro convocato dal commissario dell’Asp) è grande di età (ma non ha più di 65 anni) e non sta bene di salute, come da certiticati medici (che però, allo stato, sono esoterici). Ragion per cui, tira le somme Cesareo nella lettera ai vertici della sanità calabrese, per il posto di primariato di Cetraro occorre indire un nuovo avviso così da produrre una nuova graduatoria. E qui, tra le splendide rocce di Cetraro che si affacciano sul mare grosso dei primi di ottobre, dilaga come eco irrefrenabile una maldicenza. E cioè che Cesareo mal digerirebbe proprio la presenza di Cannizzaro al vertice di un reparto così controverso ma così strategico a Cetraro mentre invece gradirebbe moltissimo il dottor D’Agostino. Peraltro figura già notoriamente presente tra quelle di sua garanzia all’interno del nosocomio. Chissà se avranno fiato o non ne avranno queste maldicenze. Resta il rebus del primariato che non si assegna, dopo la rinuncia di Misasi. Che, come si ricorderà, ha preferito proseguire la sua brillante attività professionale nel cosiddetto “privato” (nel gruppo iGreco). Sullo sfondo, ma fino ad un certo punto, la delicatezza della questione con il punto nascita di Cetraro che dopo le clamorose vicende (tragiche) del recente passato punta non poco per il futuro su questo primariato. Punto nascita, lo ricordiamo, oggetto di sospensione da parte del dipartimento della Regione proprio dopo quello che è accaduto, anche in considerazione del numero delle nascite annuali che sarebbe inferiore ai limite minimo degli standard previsti dal ministero. In ogni caso, questo del primariato di Cetraro, rischia di essere un nodo mica semplice da sciogliere. E più d’uno è convinto che a complicarlo del tutto, in termini di stress, sopraggiunge l’appuntamento elettorale con il rinnovo del consiglio regionale ormai previsto per gennaio, quasi certamente. E chi arrossisce in viso o si tura il naso al pensiero che la salute possa intrecciarsi con schede elettorali, dalle nostre parti, farebbe bene a programmare una lunga vacanza altrove (possibilmente con biglietto di sola andata…).

I.T.