La Lega che non vuole Occhiuto diventa un caso nazionale

«Cerchiamo chi non ha problemi con la giustizia». Dopo il post sulla propria pagina facebook il Carroccio conferma il suo “no” alla candidatura del sindaco di Cosenza in poche righe d'agenzia. La reazione di Mara Carfagna: in altre regioni stiamo rispettando i patti. Il fratello Roberto: noi andiamo avanti lo stesso, anche da soli. Riecco lo spettro del centrodestra spaccato e con doppia nomination

Prima il post che abbiamo pubblicato in “solitudine”, una sberla in pieno viso. Della serie, cara Forza Italia non ti affannare a proclamare ufficialmente candidati in nome del centrodestra unito, quando in Calabria decidiamo che è l’ora di metterci la faccia e la bandiera la Lega ve lo farà sapere. Poi, dalle parti del Carroccio, un vero e proprio lancio di agenzia in riferimento alla nomination di Forza Italia che indica in Mario Occhiuto il candidato dell’intero schieramento. Poche, pochissime righe che sono lame taglienti e francamente anche sprezzanti. «La Lega ha già dichiarato che non sosterrà Mario Occhiuto – l’incipit -. Ci sono tante donne e uomini calabresi senza problemi con la giustizia, che possono rappresentare meglio il futuro di questa splendida terra dopo i disastri del Pd. La Calabria deve guardare al futuro, non al passato…». Un freddo lancio d’agenzia che non solo è chiaro ma scava con mezzi d’ultima generazione un solco pieno di fango e terriccio tra le parti. Perché la Lega riedita la stessa motivazione che ha spinto Salvini a Cosenza a non far presentare Occhiuto al Morelli, giorno che doveva consacrare l’abbraccio del centrodestra. Quel giorno sbarcato a Lamezia l’ex ministro degli Interni aveva già avvisato i naviganti. «Cerchiamo gente nuova, che abbia solo problemi di natura politica e non di altra natura…». Troppo semplice il riallineamento della tesi attorno ad alcune delle più spinose vicende giudiziarie che coinvolgono il sindaco di Cosenza, che proprio tra un mese deve affrontare una delicata udienza preliminare a proposito di una presunta bancarotta fraudolenta. Posizione “giustizialista” della Lega ribadita poi pochi giorni dopo dal commissario regionale Invernizzi che intervistato da “il Fatto di Calabria” ha reiterato il messaggio. Aggiungendo una osservazione in più. E cioè che se Salvini avesse voluto indicare o aprire le porte ad Occhiuto quale occasione migliore della sua visita a Cosenza per “l’abbraccio”? E invece niente. Il sindaco assente in teatro e il leader della Lega a sparare a zero su tutta la classe dirigente calabrese, di destra e di sinistra. Con uno slogan che ha colpito e non poco i cosentini presenti e comunque “tifosi” del proprio sindaco. Chiudendo la kermesse Salvini ha aizzato la folla, «calabresi riprendetevi la Calabria, cosentini riprendetevi Cosenza», in un certo senso mettendo nello stesso pentolone Oliverio e Occhiuto come due icone “pesanti” che i cittadini farebbero bene ad accantonare al più presto. Quanto è possibile riavvolgere nastri del genere e parole così pesanti è materia di politologi ma in un certo senso “l’accordone” del centrodestra unito, a spartirsi le regioni, lasciava presagire che per amore di coalizione Salvini ci avrebbe messo una pietra. Tipo, mi turo il naso e fate quello che volete della Calabria, che tra l’altro porta più rogne che medaglie. E invece, con ogni probabilità, proprio quella decisa posizione assunta peraltro a Cosenza dalla Lega qualche giorno fa diventa un punto di non ritorno. Occhiuto no, proprio no, sigla in coda ad ogni nota ormai il Carroccio. Che non mette in discussione che la nomination tocchi a Forza Italia ma entra nel merito specifico del profilo del candidato. E chiude la porta. Come dire, portate al tavolo un altro nome, possibilmente senza procure addosso. Apriti cielo, come è ovvio e anche razionale che sia. Da Carfagna al fratello del sindaco, il deputato Roberto, è un tiro incrociato contro il Carroccio al punto che il “caso Occhiuto” rischia di diventare, se non lo è già diventato, un caso nazionale. Secondo Mara Carfagna «nel giorno in cui Forza Italia conferma l’adesione con una delegazione alla manifestazione di Matteo Salvini a Roma suscita gravi interrogativi il rifiuto della Lega di sostenere la campagna di Mario Occhiuto per la guida della Calabria, dove gli accordi prvedono che sia Forza Italia a indicare il candidato governatore. Noi annunciamo la partecipazione a un evento che, senza la presenza di Silvio Berlusconi sul palco, rischia di rivelarsi l’atto di sottomissione a una nuova leadership del centrodestra e loro rompono le intese sui territori? Se questo è ciò che la Lega intende per “alleanza” è un dovere esprimere perplessità. Senza pari dignità non c’è centrodestra». Prima ancora è toccato a Roberto Occhiuto mettere alcuni puntini sulle “i”. «Forza Italia sostiene i candidati della Lega nelle altre regioni, dunque ha titolo di richiedere alla Lega stessa di sostenere il proprio candidato in Calabria. Se così non fosse ne prendiamo atto e andiamo da soli». E ci risiamo. Anche (se non soprattutto) nel centrodestra si fa largo l’ipotesi della doppia candidatura. Lo spettro, o lo scenario, delle corse fuori dal sacco. Testardamente avanti, da un lato. Dall’altro il Carroccio che contando 6 volte i voti di Forza Italia si sente in diritto di scegliere anche il profilo di un partito che non è il suo. E guarda nel “sacco” degli altri solo perché concede la bandiera. A meno che non fa come a Lamezia, La Lega. Dove ha già annunciato che la ritira, la bandiera, e la espone solo per se stessa…

I.T.