Speranza annuncia la fine dei commissariamenti

Per il ministro «hanno risolto poco fin qui, servono modelli più flessibili». In Campania sta per deflagrare la “bomba” della “Pineta Grande”, la mega clinica che imbarazza pure De Luca

Speranza e Oliverio

Alla festa della Cgil a Napoli il ministro della Salute è stato chiaro, persino tanto chiaro per essere sostanzialmente un neofita in materia. Annunciando due miliardi dal bilancio dello Stato da destinare alla salute (da 114 a 116) Speranza è andato poi oltre, molto oltre a proposito del delicato capitolo dei commissariamenti a cui sono sottoposte alcune regioni. «Serve una discussione nuova – ha detto a tal proposito il nuovo ministro della Salute -. Per superare questa stagione è necessario usare parametri di valutazione nuovi. Lo strumento del commissariamento è una modalità che non ha portato a grandi risultati fin qui. Servono modelli più flessibili, tranne che in casi straordinari… ». E tra le regioni che spingono per l’uscita dal commissariamento, manco a dirlo, ci sono Calabria e Campania. Con quest’ultima però che con De Luca ha potuto vivere il doppio ruolo “incarnato” nello stesso governatore. E a proposito della Campania Speranza ha detto che c’è una relazione istituzionale molto corretta e proficua con la Regione. Si sta discutendo, ma ci sono stati grandi passi in avanti». E sui tempi per uscire tutti dal commissariamento nelle regioni Speranza s’è detto «fiducioso che non saranno lunghi. Dobbiamo sciogliere gli ultimi nodi ancora sul tavolo».
Ma sotto il Vesuvio, al di là dei propositi del ministro, c’è una “bomba” che sta per esplodere del tutto. Riguarda la clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno, mega ospedale privato accreditato che però si sarebbe “nutrito” di violazioni nelle concessioni al punto che il fascicolo nella procura di Santa Maria Capua a Vetere scotta che è una bellezza. Violazioni presunte da parte del Comune ma anche, notizia ormai che filtra dal palazzo di giustizia, da parte della stessa Regione e dell’ufficio del commissario. L’indagine è in una fase inziale e coinvolge un big della sanità privata campana, Schiavone, oltreché l’ex sindaco di Castel Volturno, Russo. Ma il timore nell’ambiente è che ci sia una polveriera di sotto e che, come sostenuto dai pm, «l’intera struttura commissariale campana è nelle mani di determinati interessi privati». Per ora c’è il sequestro preventivo della mega struttura e tre iscritti nel registro degli indagati ma siamo appena all’inizio. Il forte sospetto è che anomalo sia tutto l’iter, a partire dal ruolo di Schiavone nell’Aiop passando per le stesse autorizzazioni regionali, prima di planare nelle presunte violazioni del Comune. Tant’è che la stessa circolare che consente a Schiavone di accorpare in modo «anomalo» i posti letto delle tre cliniche di sua proprietà nella Pineta Grande è proprio della struttura commissariale. Con la sigla del dirigente Antonio Postiglione ma anche del commissario che poi è lo stesso governatore, Vincenzo De Luca. Già, proprio lui. Perché sempre da lui si passa sia per quanto riguarda la Regione che per la struttura commissariale, in Campania funziona così. E i pm di Santa Maria Capua a Vetere sospettano che dietro il grande affare del dominus della sanità privata campana, Schiavone, ci sia tutta una rete di compiacenze e abusi e irregolarità. Dalla struttura commissariale all’Aiop passando per Regione e Comune di Castel Volturno.

I.T.