Sanità s-pregiudicata. Quella clinica lungo il Tirreno

Nei pressi di Amantea dovrebbe sorgere un centro radiologico in grado di fare (definitivamente) le scarpe al (saccheggiato) sistema della sanità pubblica

Deve essere ancora autorizzata e poi naturalmente accreditata ma chi si intende di “eurosalute”, cioè di sanità alla cosentina applicata più alla filigrana dei quattrini che non al welfare europeo, non ha dubbi che Regione e ufficio del commissario faranno la loro parte. E lasceranno che prenda il “largo” del mare degli affari una importante struttura sanitaria privata che si prefige di indagare con tecniche radiologiche ispettive anche di nuova generazione la salute dei cittadini. Un centro radiologico privato-convenzionato che dovrebbe sorgere lungo il basso Tirreno cosentino, nei pressi di Amantea. Magari, perché no, dalle ceneri di un vecchio stabile di pregio da riprendere e rimettere in forma così il valore “sociale” dell’operazione è come minimo al quadrato. Un centro radiologico che non dovrebbe poi far fatica a farsi largo tra gli utenti-malati, dal momento che le liste d’attesa nelle strutture pubbliche sono funzionalmente indecenti e industrialmente ormai programmate per scoraggiarne l’uso. Qualcuno si spinge persino a considerare nel “progetto” il fuori uso di alcune apparecchiature negli ospedali pubblici che pur pagate fior di quattrini si rendono inservibili quando si tratta di entrare in funzione. Un po’ come accade, a livello di sospetti perversi, longo la jonica reggina dove insiste (ora anche con guai giudiziari appresso) un centro radiologico “monstre” che s’è mangiato negli anni tutta l’utenza degli ospedali di Locri e Polistena, che naturalmente un giorno sì e l’altro pure hanno sempre avuto negli ultimi anni la Tac rotta piuttosto che la macchina per la risonanza in panne. Cose che accadono del resto. Anche a Crotone accade ed è accaduto che un altro mastodontico (in termini di fatture) centro ha beneficiato delle macchine nuove di zecca a Catanzaro (pubbliche) puntualmente però boicottate al punto da rimanere finanziate ma senza liste d’attesa perché nel Crotonese tutti dal privato ad ispezionare le malattie. Servizio privato che rimane essenziale nell’integrazione del sistema, ci mancherebbe. Ma che spesso e volentieri si sostituisce del tutto al “pubblico” specie poi quando quest’ultimo fa di tutto per sparire dal mercato. Cose che capitano dalle nostre parti, del resto. E “l’eurosalute” alla cosentina, un centro nevralgico di potere con esperienza pluridecennale, la sa lunga in materia. Con buona pace del commissario Cotticelli, naturalmente ignaro e in assoluta buona fede rispetto a quello che si muove sotto il tavolo. Chissà se qualcuno prima o poi farà in tempo a spiegargli che dietro la lotta forsennata per la salute dei cittadini può anche nascondersi una sanità spregiudicata. Anzi, per certo aspetti persino “pregiudicata”…

 

 

 

I.T.