«Non è Mario Occhiuto il nostro candidato»

Il commissario della Lega in Calabria, Cristian Invernizzi: se Salvini avesse voluto fare il suo nome l'avrebbe fatto l'altra sera a Cosenza, senza tracciare un identikit che invece è di rottura totale

«Ma che bisogno aveva Matteo Salvini di tracciare un identikit di rottura l’altra sera a Cosenza, un profilo inattaccabile per la presidenza della Regione Calabria se poi c’era da “adattarlo” a Mario Occhiuto? Avrebbe fatto direttamente il nome di Mario Occhiuto senza “nascondersi” senza un identikit che evidentemente si rivolge ad altro ed ad altri…»
A Cristian Invernizzi, commissario “unico” ma “normale” (parole sue) della Lega in Calabria, è proprio piaciuta l’iniziativa dell’altra sera al teatro Morelli di Cosenza… «Devo fare i complimenti alla città e alle Forze dell’ordine per lo svolgimento ordinario della manifestazione. Complimenti davvero…».

La “piazza” di Calabria comincia a sorridere al Carroccio…
«Assolutamente sì. Negli ultimi 4 mesi Salvini è venuto più volte e la “piazza” ha sempre risposto molto bene».

Avete sondaggi recenti che riguardano le potenzialità di voto per la Lega in Calabria?
«No, non ne abbiamo anche perché non ne commissioniamo quasi mai. Ci fidiamo del contatto, della percezione popolare, delle piazze o dei teatri pieni».

Ma non doveva esserci un triumvirato al vertice del commissariamento della Lega in Calabria?
«C’è un commissariamento normale, se così possiamo dire. Poteri normalissimi previsti da questo istituto in mano a un commissario politico. Che sono io. Altro non è previsto».

Pieni poteri, per usare una espressione anche sciaguratamente nota di questi tempi?
«No. Poteri normali previsti dall’istituto del commissariamento in mano a un commissario».

A che punto è il radicamento del partito in Calabria? Che tappe prevede?
«Apriremo presto le sedi in quasi tutti i capoluoghi di provincia. Catanzaro, Cosenza, Reggio e Crotone. Ed entro lunedì nominerò i responsabili amministrativi».

Qualcosa che somiglierà a segretari provinciali?
«No, assolutamente. Solo poteri organizzativi per loro, nessun ruolo politico che resta in Calabria in capo al commissario».

E poi ci sono le elezioni regionali. Ma s’è mai aperto questo benedetto “tavolo” tra potenziali alleati del centrodestra per il candidato in Calabria?
«Che io sappia non c’è mai stata una discussione su scala nazionale che abbia riguardato in modo specifico la Calabria. Ovviamente non tocca o toccherà poi a me sedere a questo “tavolo” ma che io sappia non c’è mai stato».

Però le condizioni l’altra sera a Cosenza le avete dettate al resto del circondario…
«Noi non imponiamo niente a nessuno. Salvini ha lanciato un appello ai potenziali alleati del centrodestra, indicando il profilo di un candidato che noi riteniamo essere importante e vincente per la Calabria. Con quelle caratteristiche si va lontano. Ma non abbiamo l’ambizione o l’arroganza di imporre niente a nessuno».

E però c’è un nome in campo e non da oggi, quello di Mario Occhiuto…
«Ho sempre detto che sono gli altri che parlano di candidatura di Occhiuto. Che è libero di fare quello che vuole ma non può imporre il suo nome alla Lega. Non c’è stato nessun tavolo, lo ripeto. Poi se qualcun altro ha deciso di partire con corsa solitaria, con autocandidatura non è un problema della Lega questo».

Però Forza Italia in Calabria ha interpretato l’dentikit di Salvini come “adattabile” se non in linea proprio con il profilo di Occhiuto…
«Gliel’ho già detto. Se Matteo Salvini avesse avuto in mente Occhiuto avrebbe fatto il nome e basta, non è uno di giri di parole. Ognuno è libero poi di interpretare le sue parole come meglio crede…».

Quindi è anche possibile che il centrodestra avrà più nomi in campo?
«Noi faremo di tutto perché ce ne sia uno solo. Ma è evidente che le condizioni poste sono quelle che ha illustrato Salvini a Cosenza l’altra sera. Un profilo inattaccabile, di rottura e di vera rivoluzione in Calabria. E lo schema deve valere anche per i candidati al consiglio non solo per il candidato alla presidenza. Cerchiamo gente che non abbia a che fare con la politica e con il governo locale da almeno 20 anni. Altrimenti il nostro progetto di cambiamento verrebbe messo in discussione».

Dei nomi per il futuro governatore li avete in mente però…
«Certo che li abbiamo, certo. Li stiamo analizzando. E mi auguro che anche gli alleati arrivino al “tavolo” con una rosa di nomi e non con uno solo, della serie prendere o lasciare. Se tutti facciamo un passo avanti e due indietro ci troviamo. Inseguiamo un profilo inattaccabile e che garantisca risultati finalmente accettabili che la Calabria attende da troppi anni. E non deve avere la tessera della Lega in tasca per forza… ».

Me lo fa un nome?
«Neanche sotto tortura. Le dico solo che non li ho mai letti fin qui sulla stampa…».

I.T.