Magorno “apre”, Morra si “tura” il naso…

Il senatore Pd (presto nel Misto?) rilancia l'alleanza possibile con i Cinquestelle per le Regionali, il presidente dell'Antimafia usa parole sprezzanti verso il partito di Zingaretti (anche se non chiude...)

Magorno “apre”, rilancia anche ostinatamente. Morra usa parole sprezzanti (su scala nazionale) e si “tura” il naso ma non chiude. Almeno per ora. La finestra a doppia anta che dà sul cortile della possibile alleanza anche in Calabria tra Pd e Cinquestelle vive pure in questa fase, se non soprattutto, di parole. Di frasi. Di messaggi più o meno esoterici. E di “pietre”. Alcune addolcite dalle aspettative (Magorno). Altre appuntite dal veleno della “cacciata” dal ministero che si avvertiva in tasca (Morra). Ma si viaggia mediaticamente in questa fase e del resto è sufficiente la rassegna stampa quotidiana o il resoconto social. Il senatore del Pd in una intervista a “Gazzetta” ribadisce i concetti già stratificati e aggiunge un fatto nuovo. Caro Mario Oliverio, questo il senso. Se aiuti la fusione anche a freddo tra Pd e Cinquestelle per le Regionali di Calabria ti concedo qualcosa che non del tutto ti aspetti e cioè che non solo tu hai fallito ma tutti quelli che in qualche modo hanno avuto un ruolo in questa esperienza di governo. Tradotto, da Viscomi a Guccione e giù o su per li rami, se Mario porta la croce nessuno si azzardi a pensare che invece si può far finta di essere caduti dal cielo dopo questi lunghi cinque anni. E Oliverio, secondo Magorno, potrebbe favorire e non poco il corteggiamento con i Cinquestelle semplicemente facendosi da parte, «aiutando a individuare un percorso». Qui il politichese di Magorno si ferma e chissà se dietro quello che intende come “percorso” ci sia anche la possibilità di indicare o porre veti su alcuni nomi. È una partita a blocchi, difficile decodificare oltre. Certo l’impianto dell’ex segretario del Pd cede qualcosa in termini “democratici” quando gli viene chiesto perché non azionare le primarie, «in questo momento dividerebbero ancora di più». Come dire che gli inventori del “giochino” («le primarie sono nelle vene del Pd» diceva Veltroni) oggi possono persino aver paura del giochino stesso. Ma tant’è, perlomeno Magorno in questa fase è mediaticamente palpabile, percettibile. Chiara e non da oggi la sua posizione che è di netta discontinuità nei confronti della candidatura di Oliverio anche a costo (traduciamo noi) di “omaggiarla” ai Cinquestelle, visto che si sono create le condizioni su scala nazionale ribadite da Oddati e dallo stesso Zingaretti. Meno certo, se vogliamo dirla tutta, è magari il percorso dello stesso Magorno in casa Pd se è vero come è vero che giusto ieri “il Messaggero” lo dava tra i (non molti) senatori che potrebbero passare a breve nel gruppo Misto (oltre a lui Faraone, Stefàno, Malpezzi, Bini e naturalmente Renzi). Al Senato non si può far gruppo “renziano” a differenza della Camera, non lo consentono le regole del gioco. Ma l’operazione che descrive il quotidiano di Roma è un possibile smarcamento a breve dei fedelissimi renziani ufficialmente per allargare il consenso dem, spostarlo più al centro così da rendere più sinistra la sinistra. Ma si sa come vanno queste cose poi, da qui a far nascere un partito nuovo è un salto. Chissà, forse sono solo giochi tardoestivi. Di sicuro non gioca per niente con le parole proprio lui, il presidente dell’Antimafia e senatore Cinquestelle Nicola Morra, che nei giorni scorsi abbiamo identificato come possibile destintario finale del flirt calabrese Pd-Cinquestelle, ove mai dovessero fiorire le rose. Dalla “quadara” di Dipignano con Nicola Gratteri (bordate al nascituro governo da parte di tutti e due con aggiunta “manettara” di Morra in vista delle Regionali, «Occhiuto è penalmente incandidabile») a “Repubblica” di questa mattina. Sotto il titolo a tutta pagina di una fiducia al governo da votare «senza amore» ecco la “foto” attuale che Morra consegna a Facebook come termometro della sua sensibilità nei confronti del Pd. «Fra poco dovrebbe partire un governo M5S-Pd. Già questo binomio costituisce un ossimoro. Ma se siamo M5S, se giochiamo d’attacco, potremmo governare anche con il diavolo, obbligando gli altri a fare ciò che imponiamo». E poi la mission “evangelica” di Morra a proposito dell’umanità Pd… «Significa che salveremo anche queste anime costringendole a comportarsi secondo virtù… ». Amen.

I.T.