La “scivolata” di Cotticelli su Daniela Greco: i ministeri bocciano il decreto

Sanità privata, il caso dell'Ota (organismo tecnicamente accreditante). Sberla dal Tavolo del governo a proposito della nomina che «non garantisce autonomia e imparzialità»

Del caso se n’era già occupato “il Fatto di Calabria” (in splendida solitudine) già prima dell’estate. Con successivo ma non relativo duro intervento dei sindacati, a partire dalla Uil. A capo del più importante organismo che incide su tutto il comparto della sanità privata (l’Ota, l’organismo tecnicamente accreditante) ci finisce una “non dirigente” (così come prescriveva il regolamento, poi cambiato) e soprattutto una figura consolidata della sanità regionale tutto fuorché indipendente e imparziale (anche questi requisiti prescritti) dal momento che si nutre di quelle stanze in dipartimento da tempo e soprattutto coltiva parentele strette che operano nella stanza dei bottoni. Daniela Greco, per intenderci. Considerata da tutti professionista di livello con competenze tecniche non banali ma con due “nei” nel curriculum non da poco, per sedersi a capo di Ota: non è dirrigente e con ogni probabilità non è affatto imparziale rispetto al Palazzo (per non dire poi della parentela molto stretta con un’altra figura centrale dell’ufficio del commissario). Tant’è che per far accomodare la competente Daniela Greco a capo di Ota proprio la struttura commissariale cambia alcuni importanti requisiti preliminari, a partire proprio dal non essere obbligatoriamente dirigente. Il resto lo fa e lo fa non solo di conseguenza lo stesso dipartimento Salute. Da qui alla “frittata” solo il tempo della cottura in padella ma il caso deflagra e si scalda soprattutto il circondario. Finché non arriva direttamente il Tavolo Adduce a bocciare quel decreto, considerato appunto lontano dai parametri di imparzialità e autonomia che rimangono cardini centrali per sedersi a capo di un organismo così importante per l’intera sanità privata visto che proprio Ota decide i tempi e le modalità delle rituali ispezioni che poi sono alla base degli accreditamenti da concedere e da confermare. Ma ai tecnici del ministero la modifica dei requisiti da parte dell’ufficio del commissario non piace proprio ma non convince soprattutto l’ibrido confusionale sulla terzietà presunta. E cioè a dire se è poi lo stesso dipartimento Salute che istruisce le pratiche di accreditamento può essere “terzo” chi già opera e da tempo nel dipartimento stesso? «Si ritiene – si legge infatti nell’ultimo verbale – che gli accorgimenti adottati non siano sufficienti a garantire la posizione di autonomia, indipendenza, terzietà e imparzialità dell’Ota. Nel caso di specie, risulta controverso se per “autorità regionale che concede l’accreditamento” debba intendersi il settore n° 5 “Rilascio autorizzazioni e accreditamento strutture sanitarie – servizi ispettivi” ovvero il dipartimento Tutela della Salute nel suo complesso». «Il dirigente generale del dipartimento è, dunque, coinvolto nell’iter amministrativo finalizzato all’adozione del provvedimento di rilascio o diniego dell’accreditamento istituzionale definitivo. Il dirigente generale del dipartimento, in assenza di diversa indicazione fornita, è colui che designa il nominativo del coordinatore dell’Ota e che, eventualmente, potrebbe revocare l’incarico conferito ovvero esercitare poteri disciplinari nei suoi confronti».

C’è poi il poter non essere dirigente per dirigere Ota (e guarda caso Daniela Greco non è dirigente) che non va per niente giù ai burocrati di Roma. Che infatti non ci vanno giù leggeri sull’argomento… «Si tratta di un soggetto che, per i compiti che è chiamato a svolgere, sembrerebbe chiamato a rivestire un profilo dirigenziale, anche in considerazione del fatto che è chiamato ad esprimere il c.d. parere di accreditabilità, atto amministrativo a rilevanza esterna». Per cui, e a far pari con l’assenza anche dei requisiti «di autonomia e imparzialità», i ministeri chedono «l’adozione di un provvedimento correttivo» a proposito del comando di Ota. Dando per scontato, perché alla fine solo “solo” degli illuminati tecnici ministeriali, che la “frittata” s’è fatta da sola in padella. E che un nome valeva un altro da piazzare alla guida dell’organismo accreditante. E, soprattutto, che solo “casualmente” c’è finita poi Daniela Greco…

I.T.