Il giorno di Salvini. E Occhiuto teme la piazza…

Il leader della Lega nel pomeriggio a Cosenza. Il sindaco spera nel “lancio” definitivo verso la corsa a governatore ma ufficialmente il Carroccio solo del suo partito deve parlare. Nel mentre si deve guardare le spalle, il primo cittadino, dalle forti contestazioni verso l'ex ministro (e un po' anche verso se stesso...)

Alla fine Mario Occhiuto non sa se augurarsi un pomeriggio di ordinaria amministrazione, sognando persino la noia. O invece emozioni forti, molto forti e non solo politiche visto che quando transita Matteo Salvini non è mai un giorno come gli altri. Cosenza aspetta il pomeriggio che è in agenda da giorni. Alle 18 al Morelli arriva l’ex ministro degli Interni ma arriva soprattutto il leader indiscusso e incontrastato del principale partito del Paese, la Lega appunto. Che avrà pure sdoganato e non da oggi i vecchi slogan, risibili ormai. Che avrà pure reso “commestibili” principi non più geopolitici come la difesa del “local”. Ma che un conto ancora aperto con il ventre del Sud lo deve chiudere o comunque spiegare, se è vero come è vero che il federalismo differenziato (il Nord si tiene le sue entrate e chi campa campa) è tema attualissimo in agenda del Carroccio e non di epoca preistorica. Ed è proprio questo l’incrocio principale di questo pomeriggio. La “piazza” di Cosenza, notoriamente non fredda e sempre sensibile alle chiamate persino ideologiche, pulsa da ore. E sui social non è difficile rintracciare tensione anche alimentata da una contromanifestazione negata dalla prefettura, in un primo momento convocata in un quartiere del centro storico a pochi passi proprio dal teatro Morelli, dove dalle 18 di oggi pomeriggio è Salvini l’imperatore. Salvini con Occhiuto nei paraggi, però. Ed è questo l’altro argomento paradossale di un martedì per niente banale a Cosenza. Una parte importante della città del sindaco Mario Occhiuto lì fuori a pulsare contrarietà anche colorata (e speriamo non violenta) nei confronti di Salvini e il sindaco dentro, con un altro pezzo della città, ad accogliere l’ex ministro e soprattutto a sperare di strappargli quel fatidico “sì”. Il “sì” nuziale del “matrimonio” di tutto il centrodestra che decide di investire proprio su Mario Occhiuto per la corsa alla presidenza della Regione. Incrocio politico delicatissimo, questo. Per diverse ragioni a cominciare dal tavolo del centrodestra per le elezioni regionali che a detta di Meloni ma anche di Salvini non si è mai aperto ufficialmente, Umbria a parte ovviamente dove sono già arrivate le schede elettorali. Per il resto, dall’Emilia alla Calabria passando per la Puglia e la Campania, il tavolo stratificato è in divenire con la “confessione” (poi smentita) di Tajani che assegna la Calabria alla Lega, questo per dire della fluidità della materia. C’è un doppio nodo da sciogliere. Un primordiale e preistorico accordo assegnava la Calabria a Forza Italia ma nel frattempo gli azzurri si sono quasi liquefatti finendo per essere sorpassati anche dal partito di Giorgia Meloni. Se costretta a scegliere una sola regione del Sud dove correre con la bandiera sul petto Forza Italia opterà per la Campania o per la Calabria? Sciolto questo nodo, e quindi se Berlusconi decide di avere così voglia matta di Calabria, è solo il nome di Mario Occhiuto tra quelli forzisti ad essere arrivato al tavolo della trattativa? O ve ne sono altri, a partire da quello di Sergio Abramo? Decodificato da queste latitudini non è facile il pomeriggio di Occhiuto ma nemmeno quello di Salvini, a ben vedere. Che ne uscirà dialetticamente e mediaticamente alla grande ma che pure lui deve decidere che fare dalle 18 in poi. Ufficialmente la chiamata di Cosenza vale solo per una messa a punto del Carroccio locale, visto che (parole di Salvini ai suoi) è questo l’unico capoluogo di provincia non visitato da quando è diventato forte. Ma riuscirà, per quanto abile sia, a glissare totalmente sulle Regionali visto che sarà circondato proprio da Occhiuto e dai suoi uomini? In considerazione del tavolo del centrodestra tutto aperto farà finta di niente e userà frasi di rito del tipo, marciamo uniti chiunque sarà il candidato e cacciamo i comunisti dalla Cittadella? O farà invece proprio il nome di Occhiuto, prendendosi in un certo senso anche la responsabilità e l’impegno di spiegarlo poi a Meloni e agli altri del tavolo? Si vedrà. Ogni detto, ma soprattutto ogni non detto, avrà un senso nel pomeriggio di Cosenza. Come lo avrà, senso, la piazza fuori. Più farà rumore, prima e durante e dopo il Salvini day, più il significato politico sarà denso. Per l’ex ministro, che porterà in cuore una città che non lo ha voluto, di cui Occhiuto è primo cittadino. E per il sindaco stesso, che in fondo quella contestazione teme anche si possa leggere un pochino rivolta anche contro se stesso…

I.T.