Sanità, se Schael attacca i Cinquestelle: hanno distrutto la Calabria

Post al veleno dell'ex sub commissario: dopo il "decreto Calabria" il collasso totale

Un post al veleno, per certi aspetti tardivo e drammatico. Comunque sospetto se è vero come è vero che Thomas Schael, di lui stiamo parlando, le mani nella sanità di Calabria ce le ha tenute finchè non è stato “costretto” a lasciare. Ma il suo post su Facebook, a proposito della sanità calabrese nelle mani a Cinquestelle, è in ogni caso sconcertante. Lavoratori a rischio, licenziati tutti i commissari, a rischio i farmaci negli ospedali. Il tutto, scrive, a tre mesi dall’approvazione del “decreto Calabria”. E al netto della maliziosa sortita “post mortem”, cioè partorita ora che è fuori, va detto che non è semplice dargli torto. Cotticelli ha revocato (per timore di danno erariale) le assunzioni già decretate. A rischio la fornitura di farmaci per Asp e ospedali, la gara d’appalto che non può bandire la stazione unica appaltante calabrese, le altre regioni non la vogliono. Il rischio è rimanerne a secco. Senza contare che a tutt’oggi mancano diversi commissari per Asp e ospedali, il governo non li individua. Tutti “regali” del decreto Calabria che ora anche l’ex sub commissario boccia sonoramente. Il tutto mentre le riunioni chiave Cotticelli è sostanzialmente costretto a tenerle nella segreteria Cinquestelle. Come quella “fiume” della scorsa settimana, con deputati e “squali” al seguito. Sanità a rapporto dei Cinquestelle con la stanza di Cotticelli praticamente occupata. Il giorno dopo si dimette il reggente dell’Asp di Cosenza. Il giorno appresso ancora la reggente dell’Asp di Catanzaro. Qualche maligno sospetta che all’ennesima richiesta di firmare carte “insidiose” i due abbiano deciso di darsela a gambe. Dal falso in bilancio all’appropriazione indebita, i rischi sullo sfondo per i reggenti anziani. Meglio andarsene al mare…