Silenzioso “colpo di mano” nella sanità da accreditare…

Il commissario ad acta il 25 giugno revoca e riscrive il decreto dell'Ota, organismo tecnicamente accreditante. Una struttura che in pochi conoscono ma che decide dove vanno e in che modo i milioni di euro destinati alle cliniche private. E cambia (solo) un requisito: il “capo” non deve essere per forza un dirigente di settore. Quasi come fosse un “vestito” da far indossare a “qualcuno/a”...

Il decreto di Scura che istituisce Ota
Il decreto di Cotticelli che cambia Ota

Il nome è tecnicamente orrendo. Esoterico. Sembra una struttura paramilitare, una loggia massonica segreta. Al più una navicella spaziale. Un acronimo peggiore sul piano stilistico non lo si poteva trovare. Si chiama Ota, e sta per organismo tecnicamente accreditante. Ma è potente, potente assai, Ota, perché ha un lavoro essenziale da svolgere nel ventre della sanità di Calabria, a metà strada tra dipartimento regionale e struttura commissariale. Deve decidere, Ota, a chi e quanto e perché indirizzare i milioni di euro destinati alla sanità privata convenzionata. Raccoglie carte, Ota. Analizza documenti. Verifica i requisiti. E consegna la “gallina dalle uova d’oro” a chi oggi deve poi istituzionalmente accreditare e cioè alla struttura commissariale. Ota è di fatto il centro di potere più importante che c’è nella fetta milionaria di sanità privata da accreditare. Fa e dà le carte, il resto poi è solo solennità di firma. E ha una testa al comando, Ota. Che deve coordinare, guidare le operazioni del suo team. Un comandante in capo che fino al 24 giugno doveva essere per forza un dirigente di settore, secondo il decreto istitutivo del 2017 a firma di Massimo Scura. Ma che, dal 25 giugno scorso e cioè dall’altra settimana, può anche non esserlo, dirigente di settore. E già perché su carte preparate a dovere dal dg Belcastro il commissario Cotticelli decide di revocare il decreto di Scura che istituisce Ota, quello del 2017. E ne fa un altro di decreto, datato appunto 25 giugno, l’altro ieri. Dove di fatto si conferma tutto tranne l’allegato A che viene revocato, quello dove ci sono dentro i requisiti che attengono al capo di Ota, il coordinatore del potente organismo. Un piccolissimo cambio, apparentemente insignificante.
Ma è una “manina” pesante invece quella che incide. Non più un dirigente di settore per forza a capo di Ota, come fin qui è stato fino al 24 giugno. Un dirigente animato da spirito terzo (così come ha chiesto sin dall’inizio la conferenza Stato-Regioni) ma pur sempre addomesticato ai saperi della sanità dentro la Regione Calabria. Ma da ora in avanti una figura che può non esserlo, dirigente di settore. E che non è detto che possa essere “imparziale” solo perché non dirigente, dal momento che sempre dall’interno del Palazzo si pescano poi i nomi. Quindi Cotticelli (su carte preparate a dovere) che fa. Toglie il requisito di dirigente di settore per guidare Ota e lascia libero il campo. Sterminato. Senza limiti di titolo di studio né di competenze certificate né di risultati conseguiti. Allo stato, e teoricamente, anche uno non laureato potrebbe essere messo a capo di Ota, il potente organismo che fa le carte ai milioni della sanità da accreditare. E qui sorge il dubbio, che con il caldo che fa diventa bollente e persino atroce. Cotticelli (su carte preparate) abbassa sostanzalmente il livello dei requisiti a cui deve rispondere il capo di Ota, l’organismo più potente che c’è e dalle “uova d’oro”. Ma perché lo fa? E soprattutto, c’è già un nome? Lo spirito da cui ci si muove, o questo si lascia intendere, è quello della terzietà da blindare rispetto a Regione, struttura commissariale e cliniche private. Ma nulla si dice sul fatto che debba essere un esterno all’entourage della Regione Calabria. Solo che non deve più essere per forza un dirigente di settore, così come invece aveva decretato Scura, che dava per scontato evidentemente che la terzietà di Ota deriva sostanzialmente da altro. Quindi teoricamente può esssere (e probabilente sarà) sempre uno che ha le mani in pasta in Regione a guidare Ota solo che invece che essere dirigente di settore (quindi tecnicamente qualificato) può semplicemente non esserlo. Persino possedendo solo un diploma, tanto per dire. E il dubbio accaldato dall’afa ritorna. Perché questa modifica? C’è qualcuno/a che è pronto a indossare il vestito che Cotticelli (su carte preparate) sembra quasi aver cucito su misura..?

 

I.T.