Occhiuto stavolta si gioca il dissesto “vero”…

Seduta della sezione regionale della Corte dei Conti sulla mancata osservanza delle prescrizioni a proposito del piano di riequilibrio, già precedentemente bocciato. In gioco non ci sono gli “esami di riparazione” ma il definitivo default

Quell’alunno che a settembre deve sostenere l’esame di riparazione di tre materie sa bene quale è la posta in gioco per lui. E soprattutto sa ancora meglio quale è la differenza tra gli scrutini di giugno e quelli, appunto, di settembre. Prima di andare al mare e se i limiti sono contenibili un’altra chance viene data, per solito. A settembre poi, se i compiti a casa sono andati male, si risolve senza appello la faccenda. Bocciati o promossi, “terzium non datur”. È più o meno questa la “foto” ansiolitica che vice l’amministrazione comunale di Cosenza ed è soprattutto questa l’immagine della sostanziale differenza che c’è (anche politica) tra l’iter che inizia domani della sezione calabrese della Corte dei Conti e l’episodio di qualche anno fa, poi risoltosi positivamente per il Comune alle sezioni centrali della Corte. Domani per il “modello Occhiuto” iniziano gli scrutini degli “esami di ripazione”, quelli settembre. Quelli del “terzium non datur”, dentro o fuori. Promosi o bocciati. Mentre nel recente passato il “terzium” era rappresentato appunto dal rinvio della palla in calcio d’angolo, le materie rinviate a settembre. Il piano di riequilibrio di cinque anni del Comune di Cosenza che in un primo momento la sezione calabrese aveva bocciato salvo poi, sezione centrale e dopo il ricorso del Comune, vederlo riammettere a condizioni di pesanti prescrizioni e correttivi. Prescrizioni e correttivi contenuti nel plurimilionario piano di riequilibrio finanziario che il Comune guidato da Occhiuto non avrebbe per niente rispettato, secondo la versione corrente dei magistrati contabili calabresi. Da qui la convocazione della seduta di domani, l’inizio degli “scrutini” finali per il “modello Cosenza”. Seduta che potrebbe conoscere una iniziativa dirompente da parte della sezione calabrese della Corte dei Conti, l’imposizione del dissesto finanziario, del default. Ovviamente il Comune di Cosenza non si presenterà a mani nude e anzi avrà già mandato la sua relazione contenente le controdeduzioni ai pesanti rilievi della Corte dei Conti. Relazione che è assolutamente top secret, salvo che ai diretti interessati. Si sa solo che è stato incaricato un super consulente di Napoli (12mila euro la parcella) per la memoria tecnica difensiva. Chi naviga e non a vista dentro la materia è convinto che i magistrati contabili calabresi, a piano di riequilibrio a suo tempo già bocciato e a prescrizioni non osservate, non potranno fare altro che imporre a questo punto il dissesto (dal momento che per la pratica autogestita del predissesto è fin troppo tardi). Naturalmente l’amministrazione comunale di Cosenza farà ricorso e si finirà tutti come in passato davanti alle sezioni centrali della Corte dei Conti. Anni fa andò bene a Palazzo dei Bruzi, persino miracolosamente. Piano di riequilibrio riammesso salvo prescrizioni e compiti a casa (che secondo i magistrati contabili non sono stati fatti). Oggi la partita è totalmente diversa perché assolutamente diversa è la posta in gioco. I magistrati contabili stavolta non dovranno decidere se rinviare “a settembre” il Comune di Cosenza, dandogli altri compiti a casa. Ma se accettare le sue finanze o bocciarle, mandarle in defalut. Definitivamente. Questo dovrà decidere la probabile sezione centrale tra qualche settimana. Condividere o meno il dissesto che nel frattempo avranno imposto i magistrati contabili calabresi. E va da sé che circola un certo pessimismo tra chi se ne intende, anche dall’interno del Palazzo del Comune. Come se ai numeri, fin qui ben “orchestrati”, non fosse dato altro tempo per “girare”. La fine della giostra, il rendiconto tombale. Anche di una città, con tutto quello che ne consegue…

I.T.