L’incubo di 100 milioni di deficit all’Asp di Cosenza

Prima 32,5 e poi 27,5 le perdite “certificate” dell'esercizio 2018. Ma il bilancio non viene presentato, Sergio Diego non lo firma. E con sempre maggiore inistenza circola la cifra “monstre”...


L’unica cosa certa a questo punto è che al Tavolo Adduce di giovedì, il redde rationem interministeriale sui conti della salute commissariata di Calabria, mancherà all’appello il bilancio dell’Asp più grande, quella di Cosenza. Asp che muove un miliardo all’anno e che ora rischia di “affacciarsi” sul default. Come abbiamo già riportato ieri Sergio Diego, reggente in qualità di direttore “anziano”, non lo firma il documento contabile nonostante sia stato regolarmente redatto dagli uffici finanziari e dalla dirigenza di settore. Il bilancio consuntivo del 2018 andava presentato entro il 30 aprile ma allo stato attuale, nonostante rientri tra gli obblighi di legge, non v’è traccia. E il perché Diego non intenda firmarlo, per ora, pare sia da rintracciare in una paventata plusvalenza di deficit che gli addetti ai lavori non esitano a definire “monstre”. Dai 27,5 milioni di perdita di esercizio “conclamati” (si partiva da una ricognizione a chiusura di meno 32,5 milioni) c’è più d’uno da dentro il Palazzo che si lascia scappare che in realtà il deficit effettivo per il 2018 sia di ben 100 milioni, o giù di lì. Una cifra “monstre”, se fosse autentica, chissa fino a che punto rintracciabile nei documenti. E proprio questo rischia di essere il vero problema, quello difficilmente risolvibile. Si conoscerebbe quello che manca in cassa, difficile sfuggire a questo dato. Ma non si conoscerebbe del tutto il perché e come mancherebbe “quel totale” dalla cassa. E fintanto che i bilanci si fanno con la certificazione delle poste in entrata e in uscita il deficit è (solo) la somma negativa di una sottrazione. Eppure più di qualcosa non torna, qualcosa con diversi zeri al seguito. Tant’è che Sergio Diego non firma, per l’appunto. Anche se pure questa, di manovra “difensiva”, rischia di essere bucata sul filo del “fuorigioco” se è vero come è vero che proprio lui ha avuto dei ruoli apicali nella dirigenza amministrativa di esercizi del passato. Come dire, se parte la valanga poi ripararsi è dura per tutti. La prima radiografia allo “sprofonfo” rosso di tutte le Asp e le aziende ospedaliere calabresi i commissari (all’epoca con Schael al seguito) l’hanno fatta a marzo. Incontro con i vertici delle aziende uno ad uno. Complessivamente per il 2018 la struttura commissariale ha annotato e messo a verbale disavanzi per 157 milioni di euro, per quanto riguarda Asp e ospedali. Meno 40 milioni per l’Asp di Catanzaro e meno 32,5 per l’Asp di Cosenza, cifra che poi l’allora dg Mauro ha corretto a 27,5 al cospetto dei revisori dei conti. E con questi dati, con ogni probabilità, la struttura commissariale e il dipartimento si presenteranno al Tavolo Adduce di giovedì. Con una particolarità, però. La cifra del deficit dell’Asp di Cosenza sarà scritta a matita se non sulla sabbia del tutto. Il perché è scontato, manca il bilancio. E se anzicché 30 fossero 100 i milioni di deficit dentro l’Asp più grande che c’è “Roma” troverebbe sotto il Tavolo la cifra reale delle perdite di Calabria stagione 2018. Quasi 230 milioni. Niente male per una regione “canaglia” in piano di rientro…

I.T.