Se passa lo “schema” Emiliano…

Il governatore della Puglia scuote Pd e centrosinistra nel pieno dello scandalo Csm: 《Mi ricandido alle Regionali, salvo che non mi arrestino nel frattempo...》

È la prima lettura in “controluce” e “dal campo” rispetto a quanto sta venendo fuori, in termini di ombre e fango, dalle riunioni carbonare e notturne per definire il risiko delle procure italiane. Con 5 pm e due deputati del Pd abitualmente chiusi in una stanza a decidere tutto. In controluce perchè Michele Emiliano (di lui stiamo parlando) è solo un “non magistrato” di passaggio, ma di fatto pienamente togato dentro. E “dal campo” perchè viene da un Palazzo, da una linea del fronte, dalla presidenza di una Regione per nulla banale (ammesso che ve ne siano) come la Puglia. Emiliano è il primo a rompere l’incantesimo anche perchè doppiamente indagato e perchè oggi, a scandalo Csm acquisito, si dà persino una spiegazione. 《Un complotto contro di me, ora mi spiego tante cose a partire dal procedimento disciplinare. Andate a vedere chi c’era nella commissione…》 alludendo nemmeno poi così lontanamente a un Csm a trazione renziana che avrebbe fatto di tutto per metterlo in difficoltà. 《Complotto giudiziario》 e due avvisi di garanzia che secondo Emiliano, con rilettura post mortem dello scandalo Csm, si spiegano molto semplicemente, “fuoco amico” composto da Pd renziano e certa magistratura per farlo fuori. Da qui, sempre a rilettura fangosa delle riunioni carbonare tra Palamara e Lotti, la dichiarazione di “guerra” di Michele Emiliano. 《Mi ricandido alle Regionali, salvo che non mi attestino nel frattempo》. Senza, tuttavia, far finta che non esistano problemi e volti e spine nella sua parte si campo. 《Sono disponibile al metodo delle primarie e anzi auspico che qualcuno si faccia avanti al più presto dall’interno del centrosinistra. Se ci sono sfidanti che vengano fuori subito》. C’è persino già un primo “impatto” pratico nella dichiarazione di guerra (ma razionale) di Emiliano, quel contatto comunque imprescindibile con il mondo del civismo e con degli esponenti che sono già in campo e che Emiliano garantisce saranno della partita. Questo per perimetrare la sfida. C’è tutto compresa naturalmente la rabbia nella rilettura in controluce del fango delle notti carbonare, quelle del Pd renziano che sceglie le caselle. Ma c’è soprattutto la “dichiarazione”, 《mi ricandido, ammesso che non mi attestino prima》. Da far fischiare un orecchio e mezzo ad Andrea Orlando più che a Nicola Zingaretti. E poco importa se Calenda dice di Emiliano 《che rappresenta quanto di peggio ci sia in politica》. C’è la vaga sensazione in giro che il governatore della Puglia farà volentieri a meno dei suoi applausi in vista delle Regionali. Andrà avanti lo stesso, forse anche col Pd di lato o di dietro o fuori del tutto. È presto per dirlo. Anche perchè, se ha ragione il dirimpettaio De Luca, 《Decaro a Bari ha preso il 65% ed è il Pd che deve ringraziare lui e non il contrario》. Quel che è certo è che, se non l’arrestano prima come dice lui, Emiliano si ricandida. Con due indagini in corso e un provvedimento disciplinare “tentato” dal Csm e tutto frutto 《di un complotto giudiziario, quello che si apprende oggi fa capire tante cose.. 》. Passerà lo “schema” Emiliano? Che ne sarà delle consorelle del Sud a trazione Pd e centrosinistra con inciampo giudiziario (in taluni casi blando) al seguito? La rilettura post mortem del renzismo nottetempo alle prese con il risiko delle procure lascerà il segno?