Sanità, allarme appalti dopo il decreto

Schael chiama le stazioni regionali per la gara sui farmaci, il rischio è la paralisi. Siclari: colpo di Stato del governo

Piange il telefono. E non da oggi, giorno dell’approvazione al Senato del “decreto sanità”. Piange il telefono perchè nel decreto (oggi legge) è prevista ogni gara in materia di sanità preclusa alla stazione unica appaltante calabrese. Quella di De Sena e Boemi, per intenderci. Compresa la gara sui farmaci, sulla fornitura di medicinali di prima necessità per Asp e aziende ospedaliere calabresi. Roba da centinaia di milioni di euro. Il decreto appena approvato dal governo con tecniche d’urgenza parla e parlava chiaro. Tutto in mano a Consip o in subordine alle stazioni appaltanti di altre regioni. Tutto e tutti fuorchè la Calabria, fuorchè la Sua (stazione unica appaltante che fino all’anno scorso piaceva anche a Cantone). Tradotto significa che per i farmaci per il cuore necessari all’Asp di Cosenza, tanto per dire, se ne deve occupare la stazione unica appaltante della Regione Piemonte, o Valle d’Aosta. Per di più, gara di fornitura, con caratteristiche omnicomprensive e cioè con il totale della fornitura a fare la somma. Succede poi fatalmente che da Torino o Venezia rispondono che non ne vogliono sapere, che non se lo accollano un rischio del genere, tanto più proveniente da una regione “canaglia” come la Calabria. E quindi piange il telefono perchè il sub commissario Schael, che di numeri e forniture se ne intende e non da oggi, passa ore alla cornetta con lo scopo di convincere qualche stazione a “battere” la gara per i farmaci di Calabria, visto che a quella calabrese è fatto divieto per decretazione d’urgenza prendersene cura. Il rischio, manco a dirlo, è la paralisi quantomeno immediata delle forniture oppure l’ingresso in campo trionfale delle multinazionali della distribuzione dei farmaci (magari criminali?) con il conseguente collasso delle strutture locali. È solo questa una delle conseguenze dell’approvazione del decreto Calabria, che oggi si è consumata al Senato. È toccato a Siclari (Forza Italia) ricordare all’aula che con questo testo si è certificato il dominio concettuale del crimine e del malaffare, senza combattere la ‘ndrangheta vera naturalmente. Ed è toccato sempre a Siclari sottolineare che tutto fa, questo decreto, tranne che allontanare la politica dalle corsie. 《Al contrario – ha tuonato – consegna in mano a Cotticelli e Schael il potere discrezionale delle nomine. E chi ha nominato e tiene in piedi i commissari? La politica, ovviamente. Questo è un colpo di Stato…》.