Dal Tar la prima “rivincita” per Lucano

Può ancora far parte dello Sprar, il modello accoglienza. Ma l'ex sindaco: ormai è tutto compromesso

Domenico Lucano. ANSA / IGOR PETYX

E’ stato annullato il provvedimento del ministero dell’Interno che aveva escluso il Comune di Riace dallo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Lo ha deciso la sezione di Reggio Calabria del tar calabrese, che ha accolto il ricorso presentato dal vice sindaco di Riace Giuseppe Gervasi il primo gennaio scorso. (AGI) ROS

  Nel suo dispositivo, il Tar Calabria riconosce che il Ministero degli Interni non ha mai puntualmente contestato al Comune di Riace le irregolarità rilevate, né gli ha mai assegnato, così come avrebbe dovuto, un termine per ottemperare.     Secondo l’associazione Italia stato di diritto’ rra invece importante “che il Ministero mettesse il Comune in condizioni di rimediare alle criticità del suo operato e così cercare di conservare i finanziamenti ottenuti.

I giudici del Tar contestano al Ministero anche di aver fondato la revoca dei finanziamenti su “difficoltà del sistema Riace” già note e che, anzi, non avevano a suo tempo impedito la precedente decisione di prosecuzione del finanziamento al Comune; il Ministero, in altri termini, ha improvvisamente attribuito a comportamenti del Comune che ben conosceva da tempo, una portata impeditiva della prosecuzione del progetto, con una contraddittoria e destabilizzante inversione di rotta rispetto al passato”. L’associazione, ricorda la sentenza, è intervenuta in sostegno del Comune perché ha lo scopo sociale “di difendere e promuovere, anche in sede giurisdizionale, i principi e gli istituti dello Stato di diritto, della democrazia liberale rappresentativa e del federalismo europeo, a difesa dei diritti delle persone e dei gruppi, e di sostenere iniziative per la tutela e l’integrazione delle persone in condizioni svantaggiate, con particolare riferimento agli immigrati presenti nel nostro Paese”. ‘Italia Atato di Diritto” (rappresentata dai professori Aldo Travi e Eugenio Bruti Liberati) ha dichiarato che “la decisione riscontra gravi vizi della procedura nella contestazione degli addebiti e una contraddittorietà nella azione del Ministero che, pochi mesi dopo aver approvato la prosecuzione del progetto, ne ha disposto la revoca. Emerge insomma una non corretta gestione dei rapporti tra amministrazioni centrali e autonomie locali, nel delicatissimo ambito della gestione delle persone immigrate che chiedono asilo e sostegno al nostro Paese. E’ infatti necessario che il Ministero preannunci le proprie contestazioni sulla gestione dei centri di accoglienza, mettendo lealmente le amministrazioni locali in condizione di porre rimedio alle eventuali irregolarità contestate ed è altresì giusto, ricordano gli avvocati, che il Ministero assuma decisioni prevedibili e non contraddittorie, ed eviti cambi di rotta destabilizzanti per gli operatori e per le amministrazioni. Il Tar ha inoltre riconosciuto la legittimazione dell’associazione ad intervenire nel giudizio amministrativo”.  

“E’ palesemente irragionevole e contraddittorio ritenere che, ad appena un mese dal decreto con il quale era stato rifinanziato il ‘sistema Riace’”, il ministero dell’Interno “abbia inteso diffidare l’ente locale e avviare il procedimento finalizzato alla decurtazione dei punteggi attribuiti al progetto e, quindi, alla revoca del finanziamento appena concesso”. E’ questa la motivazione principale con la quale il Tar della Calabria, sezione di Reggio Calabria, ha annullato l’esclusione da parte del Viminale del Comune di Riace dallo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di Giuseppe Gervasi, vice del sindaco sospeso Mimmo Lucano.     In particolare, il Tar dà ragione alla difesa del Comune nel momento in cui evidenzia che “a Riace sia stato autorizzato il finanziamento per il triennio 2017-2019, in prosecuzione del triennio precedente senza avere comminato penalità, e dall’altro, quasi contestualmente, ha assunto un atto che fonda le penalità e, dunque, la revoca su criticità afferenti al precedente triennio. La contraddittorietà tra la prosecuzione autorizzata a dicembre e la successiva nota di gennaio è manifesta. La documentazione in atti mostra, inconfutabilmente, come le difficoltà del ‘sistema Riace’ fossero note e risalenti, almeno, al precedente triennio”.     Per i giudici amministrativi è “palesemente irragionevole e contraddittorio ritenere che, ad appena un mese dal decreto con il quale era stato rifinanziato il ‘sistema Riace’, l’amministrazione resistente abbia inteso diffidare l’ente locale ed avviare il procedimento finalizzato alla decurtazione dei punteggi attribuiti al progetto e, quindi, alla revoca del finanziamento appena concesso. Essendosi concluso il procedimento, non con la revoca del finanziamento, ma, anzi, con la sua proroga, non può che essersi ingenerato il ragionevole convincimento dell’avvenuto superamento delle criticità riscontrate”.

Pertanto – prosegue il Tar sezione di Reggio Calabria – “l’autorizzazione alla prosecuzione del progetto può, dunque, trovare spiegazione solo con la massima benevolenza dell’amministrazione, evidentemente attuatasi mettendo a disposizione del Comune risorse umane e finanziarie, nonostante il riscontrato caos gestionale ed operativo, che emerge con chiarezza dagli atti di causa. Osserva in definitiva il Collegio – si legge ancora nella decisione – come, alla luce della documentazione versata in atti, il progetto avrebbe dovuto essere eventualmente chiuso alla scadenza naturale. Averne autorizzato la prosecuzione, lasciando la gestione di ingenti risorse pubbliche in mano ad un’amministrazione comunale, per quanto ricca di buoni propositi e di idee innovative, ritenuta priva delle risorse tecniche per gestirle in modo puntuale ed efficiente, appare fonte di danno erariale che – spiegano i giudici amministrativi – dovrà essere segnalato alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Calabria ed alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Lazio, per i rispettivi profili di competenza”.     Il Tar  ritiene fondati altri motivi del ricorso del Comune di Riace osservando poi che “la decurtazione del punteggio” comminata all’ente riacese è avvenuta “senza il rispetto delle forme e condizioni stabilite in ordine alla previa diffida, e la conseguenziale revoca dei contributi è stata disposta sulla base di rilievi concernenti essenzialmente il progetto attuato nel triennio 2014/2016, in palese contraddizione con la circostanza che nel dicembre 2016, in presenza dei medesimi rilievi, lo stesso progetto era stato autorizzato dall’amministrazione alla prosecuzione”.     Non mancano peraltro, nella decisione dei giudici amministrativi, censure all’operato dello stesso Comune di Riace: “I ritardi nell’erogazione dei finanziamenti previsti sono una conseguenza ovvia delle inesattezze e delle omissioni, imputabili esclusivamente al Comune di Riace, nell’attività di doverosa rendicontazione della spesa” e – conclude il Tar sezione di Reggio Calabria – “larga parte delle criticità ed inefficienze del ‘sistema Riace’ non sono affatto dipese dai ritardi nell’erogazione dei finanziamenti” da parte del ministero dell’Interno.

 

IL COMMENTO DI LUCANO

“Una bella notizia, ma c’è anche tanta amarezza”. Lo ha detto il sindaco sospeso di Riace, Mimmo Lucano, commentando con l’Agi la decisione del Tar sezione di Reggio Calabria di annullare l’esclusione del suo comune dallo Spar decisa dal ministero dell’Interno. “E’ un buon auspicio per il futuro, spero – ha aggiunto Lucano – che possa esserci un po’ di luce. Io ero comunque cosciente del fatto che stiamo subendo delle ingiustizie. Resta il rammarico perché intanto lo Sprar è stato chiuso, le persone state trasferite, l’esperienza è stata interrotta. Il messaggio che Riace inviava a tutto il mondo era il fatto che un piccolo comune delle arre interne della Calabria alle prese con tantissime problematiche, come lo spopolamento, l’emigrazione, la presenza della criminalità organizzata, aveva indicato una possibile soluzione a un tema globale qual è quello dell’immigrazione, che – ha rimarcato Lucano – è il tema su cui si decidono le sorti dei governi e si concentra tutta la politica. E’ come se non si poteva consentire a Riace e alla Calabria di poter indicare una strada, mentre invece si consentivano cose disumane come la baraccopoli di San Ferdinando. Ora questa buona notizia ma c’è anche amarezza”. Secondo Lucano, tuttavia, “la ripresa del progetto Sprar a Riace adesso si scontra con le limitazioni del cosiddetto Decreto sicurezza, perché l’intenzione di questo governo è stata quella di azzerare questo tipo di esperienze”.   “Ora mi aspetto di avere giustizia anche sotto il profilo penale”. Così il sindaco sospeso di Riace, Mimmo Lucano, parlando con l’Agi dopo la decisione del Tar-sezione di Reggio Calabria-di annullare l’esclusione del suo comune dallo Spar disposta dal ministero dell’Interno. “Lo aspetto forse con ancora maggiore intensità, non perché mi riguarda sul piano personale ma – ha aggiunto Lucano – perché è giusto così. Sono entrato in un tunnel di cui non mi rendo nemmeno pienamente conto. Ci sono ancora tante ombre su cui bisogna fare chiarezza e fare luce. Io non voglio tirarmi indietro, posso anche aver sbagliato come qualsiasi cittadino, si stabilirà nei processi: io non voglio alibi. Non è giusto – ha sostenuto ancora il sindaco sospeso di Riace – che si apprezzi la magistratura quando ci conviene e invece, quando non ci conviene, diciamo che i giudici non sono buoni. Penso a quel procuratore di Agrigento, che ha guardato prima di tutto ai valori dell’umanità e della Costituzione mentre il ministro dell’Interno ha detto che si è reso responsabile sul piano penale di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Davanti a queste ingiustizie – ha concluso Lucano – non riesco a darmi pace”. [20:09, 21/5/2019] Valeria Esposito Vivino: Riace: Lucano, dal Tar un bella notizia ma resta l’amarezza
—————-
18:37 (AGI) – Catanzaro, 21 mag. – “Una bella notizia, ma c’è anche tanta amarezza”. Lo ha detto il sindaco sospeso di Riace, Mimmo Lucano, commentando con l’Agi la decisione del Tar sezione di Reggio Calabria di annullare l’esclusione del suo comune dallo Spar decisa dal ministero dell’Interno. “E’ un buon auspicio per il futuro, spero – ha aggiunto Lucano – che possa esserci un po’ di luce. Io ero comunque cosciente del fatto che stiamo subendo delle ingiustizie. Resta il rammarico perché intanto lo Sprar è stato chiuso, le persone state trasferite, l’esperienza è stata interrotta. Il messaggio che Riace inviava a tutto il mondo era il fatto che un piccolo comune delle arre interne della Calabria alle prese con tantissime problematiche, come lo spopolamento, l’emigrazione, la presenza della criminalità organizzata, aveva indicato una possibile soluzione a un tema globale qual è quello dell’immigrazione, che – ha rimarcato Lucano – è il tema su cui si decidono le sorti dei governi e si concentra tutta la politica. E’ come se non si poteva consentire a Riace e alla Calabria di poter indicare una strada, mentre invece si consentivano cose disumane come la baraccopoli di San Ferdinando. Ora questa buona notizia ma c’è anche amarezza”. Secondo Lucano, tuttavia, “la ripresa del progetto Sprar a Riace adesso si scontra con le limitazioni del cosiddetto Decreto sicurezza, perché l’intenzione di questo governo è stata quella di azzerare questo tipo di esperienze”. (AGI) CZ2/ROS
—————-
Condiviso da AGI Mobile. Scarica l’app dal Play Store https://play.google.com/store/apps/details?id=it.agi.android.agiproducer
[20:09, 21/5/2019] Valeria Esposito Vivino: Riace: Lucano, ora aspetto giustizia anche sul piano penale
—————-
18:55 (AGI) – Catanzaro, 21 mag. – “Ora mi aspetto di avere giustizia anche sotto il profilo penale”. Così il sindaco sospeso di Riace, Mimmo Lucano, parlando con l’Agi dopo la decisione del Tar-sezione di Reggio Calabria-di annullare l’esclusione del suo comune dallo Spar disposta dal ministero dell’Interno. “Lo aspetto forse con ancora maggiore intensità, non perché mi riguarda sul piano personale ma – ha aggiunto Lucano – perché è giusto così. Sono entrato in un tunnel di cui non mi rendo nemmeno pienamente conto. Ci sono ancora tante ombre su cui bisogna fare chiarezza e fare luce. Io non voglio tirarmi indietro, posso anche aver sbagliato come qualsiasi cittadino, si stabilirà nei processi: io non voglio alibi. Non è giusto – ha sostenuto ancora il sindaco sospeso di Riace – che si apprezzi la magistratura quando ci conviene e invece, quando non ci conviene, diciamo che i giudici non sono buoni. Penso a quel procuratore di Agrigento, che ha guardato prima di tutto ai valori dell’umanità e della Costituzione mentre il ministro dell’Interno ha detto che si è reso responsabile sul piano penale di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Davanti a queste ingiustizie – ha concluso Lucano – non riesco a darmi pace”.