Sanità, Grillo al lavoro per superare blocco assunzioni

E sul presidente Oliverio afferma :"Continua a illudere i calabresi con promesse elettorali". Intanto, ieri, il tavolo Adduce ha stimato il disavanzo della sanità regionale in 160 milioni annui, 60 milioni oltre il gettito assicurato dalle entrate proprie della Regione

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse
02-06-2018 – Roma
Politica
Manifestazione del Movimento 5 stelle. Nella foto Giulia Grillo
Photo Vincenzo Livieri – LaPresse
02-06-2018 – Rome
Politics
M5s manifestation. In the picture Giulia Grillo

Si è riunito ieri presso il ministero della Salute, il Tavolo interministeriale di verifica del piano di rientro dal disavanzo sanitario della Calabria dove è emerso che il deficit della regione Calabria supera i 160 milioni annui. Lo rende noto il ministro della Salute, Giulia Grillo.

“In un mondo normale quando spendi più degli altri – afferma Grillo – dovresti poter offrire servizi migliori di come invece impietosamente le griglie Lea hanno certificato. La Calabria invece con il suo punteggio Lea di 136 è ancora ben lontana dal minimo livello accettabile che è di 160.  Alla luce delle norme vigenti – prosegue il ministro – ciò comporta il blocco del turnover del personale della sanità. Ma i calabresi non possono continuare a pagare per la dissennata politica sanitaria degli ultimi anni”.

E ancora: “Non posso più permettere – dichiara Grillo – che, a causa dell’insana gestione delle Aziende del Servizio sanitario calabrese, dipendente in via esclusiva dalle scelte del governo regionale in carica che ha effettuato le nomine dei vertici sanitari in tutti questi anni, i cittadini subiscano ulteriori carenze di personale nelle strutture sanitarie pubbliche, oltre a un aumento delle tasse insieme a una significativa riduzione della spesa per le cure e pesanti disservizi, con grave, inaccettabile compromissione del diritto alla salute. Pertanto, sono già al lavoro – afferma il ministro – per individuare con i ministeri di competenza tutte le soluzioni possibili, con l’obiettivo di evitare che i calabresi, incolpevoli, debbano continuare a pagare i costi dell’irresponsabilità politica del governatore Mario Oliverio e del management sanitario che egli ha nominato quando erano in carica i commissari e poi finanche confermato negli ultimi mesi. Come ho annunciato – specifica – data l’insostenibile situazione di emergenza in cui versa la sanità calabrese, anche minata da infiltrazioni malavitose, il mio ministero ha già predisposto un apposito decreto, contenente misure per il pieno esercizio dei poteri sostitutivi al fine di tutelare i livelli essenziali di assistenza sanitaria, e presto il provvedimento passerà il vaglio del Consiglio dei ministri”.

  “Sulla base dei fatti e degli atti inconfutabili, le giustificazioni e le accuse nei confronti di questa Amministrazione del presidente Oliverio – rimarca il ministro – risultano contrarie al vero, propagandistiche e addirittura lesive della comunità locale, che ha il diritto di sapere chi e perché ha affondato la sanità calabrese. In particolare, appaiono perfino surreali le sue recenti affermazioni, con cui egli ha negato, salvo poi ritrattare, la reale entità del disavanzo sanitario regionale, insieme proiettando nell’opinione pubblica una realtà completamente virtuale”.

“Continuare a illudere i calabresi – conclude – è una pratica riprovevole quanto inutile. Non consento che sulla pelle dei cittadini si faccia campagna elettorale e mi impegno in prima persona per rimuovere le cause e gli effetti di quella pessima amministrazione pubblica che alla Calabria ha sottratto il diritto alla salute, costringendo tanti malati e intere famiglie ai viaggi della speranza verso il Nord dell’Italia, con danno sociale e anche per le casse della Calabria stessa”.

LE BRUTTE NOTIZIE DEL TAVOLO ADDUCE

Nuova tegola per la sanità calabrese, dopo la riunione di ieri del “Tavolo Adduce”, il tavolo di monitoraggio interministeriale chiamato a verificare a cadenza trimestrale l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione. In seguito alla verifica dei tecnici ministeriali, il disavanzo della sanità regionale è stato stimato in 160 milioni annui, 60 milioni oltre il gettito assicurato dalle entrate proprie della Regione: il dato negativo si tradurrà in un nuovo aumento delle aliquote fiscali, che in Calabria sono pari allo 0,15% sull’Irap e allo 0,30% sull’Irpef, e in un nuovo blocco delle assunzioni nel comparto, dopo quello decretato alcuni anni fa e poi rimosso. L’esito negativo del “Tavolo Adduce” ha già provocato la netta contrarietà del governatore Mario Oliverio, che ieri aveva rassicurato sulla situazione contabile della sanità calabrese e che, nell’apprendere invece la notizia delle misure restrittive in arrivo per la Calabria, ha attaccato ancora una volta il governo nazionale. Al tavolo di verifica interministeriale ha partecipato la struttura commissariale nominata lo scorso 17 dicembre dal Consiglio dei ministri, composta dal commissario Saverio Cotticelli e dal sub commissario Thomas Schael: non è escluso che l’Ufficio del commissario chieda al governo nazionale, per la Calabria, una deroga alla regola dell’automatismo dell’aumento delle aliquote fiscali e del blocco del turn over in caso di saldo negativo dei conti.

La difficile situazione economica e finanziaria della sanità calabrese era emersa già lo scorso 28 marzo nel corso di un vertice convocato, nella sede della Regione, dai commissari con i presidenti dei collegi dei revisori dei conti delle Asp e delle aziende ospedaliere: in questa riunione si era attestato che al quarto trimestre 2018 la somma complessiva dei disavanzi delle aziende era pari a 157 milioni, con i numeri più alti registrati all’Asp di Catanzaro (-40, milioni) e all’Asp di Cosenza (-32,5). Da mesi la sanità calabrese è al centro della ribalta nazionale, alla luce anche della recente decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere per infiltrazioni della ‘ndrangheta, su proposta del ministero dell’Interno guidato da Matteo Salvini, l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, da tempo alle prese con un’esposizione debitoria elevatissima. Nelle scorse settimane il ministro della Salute, Giulia Grillo, all’indomani di un blitz negli ospedali di Locri e Polistena, ha annunciato l’emanazione di un decreto straordinario per la sanità calabrese, dopo aver denunciato il mancato raggiungimento dei Lea e i disavanzi delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione: il decreto, che si baserà su un rafforzamento dei poteri del commissario governativo sul piano gestionale, dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane in una seduta del Consiglio dei ministri convocata in via straordinaria in Calabria, come annunciato anche dal premier Giuseppe Conte. La sanità calabrese è in regime di Piano di rientro dal 17 dicembre 2009 ed è commissariata dal 30 luglio 2010.