Sbarrare a Occhiuto la “via della seta”. Idea Toti per l’asse Gentile-Aiello 

 Il governatore della Liguria lavora ad una specie di Forza Italia 2.0, la via d'ingresso principale per trattare con Salvini anche per le Regioni. Gli ex senatori calabresi pronti ad aderire. Obiettivo, isolare il progetto di Jole Santelli e del sindaco di Cosenza per la Cittadella (se necessario anche puntando su Wanda Ferro...)

«Consiglierei a Silvio Berlusconi di spendere meglio la sua energia per fare un nuovo centrodestra». Firmato Giovanni Toti, governatore della Liguria. Perché «c’è chi si nasconde da anni sotto l’ombrello del suo nome, che non deve dimostrare più niente a nessuno. Anzi, proprio per questo, gli consiglio di non candidarsi alle europee così vediamo chi ha filo da tessere per davvero dopo tutti questi anni in cui è bastato nascondersi sotto il suo cappello». Sempre parole e firma di Giovanni Toti. Non un “cattivo maestro”, e nemmeno un “traditore”. Soltanto uno che s’è convinto che sotto la bandiera piena di polvere di Forza Italia e ancor di più sotto il nome usurato di Silvio Berlusconi si nascondano “parassiti” della politica, organismi geneticamente immodificabili che non saprebbero fare altro di mestiere se un ultraottantenne decidesse di appendere le “schede” al chiodo. Da qui, secondo Toti, il passo di lato che Berlusconi dovrebbe fare da subito per far nascere (sotto la spinta ovviamente di Toti) l’unica sigla fiscale possibile in grado di trattare non alla pari ma con pari dignità e dalla porta d’ingresso con Matteo Salvini. «Altrimenti per la vecchia Forza Italia con Salvini è finita, si mangia tutto e fa pure bene» ripete ai suoi lo stesso governatore della Liguria. E a dar retta ai bene informati il progetto è già in stato più che avanzato, persino con i primi sondaggi fatti fare su scala nazionale. Il 6% di partenza avrebbe il movimento centrista di Toti, pronto a dialogare con Salvini e forte di un “codice fiscale” tutto nuovo. Quasi spalla a spalla con il peso dell’attuale Forza Italia. E con un esercito di deputati e senatori già “caldi” a bordocampo. Da Osvaldo Napoli a Daniela Ruffino, da Alessando Sorte a Claudio Pedrazzini, da Stefano Benigni a Roberto Novelli, da Giorgio Silli a Manuela Gagliardi. E altri ancora ne sta attendendo, Toti, senza fretta. Non “contro” Berlusconi. Non “contro” il retaggio azzurro. Nemmeno “contro” le prospettive tutte interne al centrodestra. Solo che “Pantalone”, inteso come Silvio, ha già dato e i vecchi schemi e le vecchie rendite di posizione non bastano più.

Gli eserciti stratificati localmente sarebbero già pronti a fianco del progetto di Giovanni Toti. E in Calabria, manco a dirlo, sono Tonito Gentile e Piero Aiello ad aver fiutato per primi l’operazione. Il grande “affare”. Che acquista doppia valenza per loro. Da un lato azzerare vecchie gerarchie azzurre senza più molto senso, per loro. Dall’altro “colorarsi” d’azzurro lo stesso senza dover per forza bussare alla porta di Jole Santelli e di Roberto Occhiuto. L’obiettivo quello è, interrompere o sbarrare la “via della seta” a Mario Occhiuto (che con la Cina ha pure qualcosa a che fare…). La strada che i tifosi del sindaco di Cosenza vorrebbero vedere spianata verso la Cittadella. Tanto più che Salvini, raccontano i retroscena della stampa quotidiana, sarebbe l’altro vero regista occulto dietro Toti dell’operazione Forza Italia 2.0. Se a Tonino Gentile e a Piero Aiello l’operazione riesce poi c’è da passare alla fase 2, “l’altro” candidato per la presidenza della Regione. Che allo stato attuale, e a rapporti di forza notevolmente mutati, può anche essere Wanda Ferro. Decisamente Wanda Ferro. La porta per Meloni è aperta ma non spalancata per statuto. A meno che la Lega stessa non voglia imporre un nome forte suo (al netto delle fantasie che circolano su altri “clic”). A quel punto l’asse Gentile-Aiello (sotto l’egida di Toti) accetterebbe di buon grado. Sedendosi ad un tavolo non più “apparecchiato” da altri e persino già “consumato”…

 

I.T.